Dopo la coppia di quarantenni pratesi colpiti dal virus dengue e ricoverati a Careggi fino alla scorsa settimana, c’è un nuovo caso di febbre spaccaossa. Un venticinquenne che abita a Scandicci è stato infettato da una zanzara durante un viaggio in Thailandia
Firenze, 5 settembre 2008 - DOPO LA COPPIA di quarantenni pratesi colpiti dal virus dengue e ricoverati a Careggi fino alla scorsa settimana, c’è un nuovo caso di febbre spaccaossa.
Un venticinquenne che abita a Scandicci è stato infettato da una zanzara durante un viaggio in Thailandia: per lui niente ricovero, è stato curato in regime di day-hospital a Santa Maria Annunziata, dopo una prima visita con sospetta diagnosi di malattia tropicale fatta al Nuovo San Giovanni di Dio a Torregalli.
Aveva la febbre alta, dolori articolari, mal di testa e un rash cutaneo di tipo morbilliforme, insomma, bollicine su tutto il corpo. Tipico della dengue.
Benché all’occhio esperto dell’infettivologa rimanesse poco margine per l’incertezza, non è stato facile scovare il virus. Il giovane infatti è risultato negativo al primo prelievo (sia al test rapido, sia al test di conferma) di domenica scorsa.
Lunedì è stato ripetuto l’esame ed è emersa la positività al test rapido, sebbene la striscia di conferma non segnalasse ancora la presenza di anticorpi. Solo mercoledì, al terzo prelievo, è stata fatta la diagnosi, con la positività emersa da entrambi i test sui vetrini inviati al laboratorio di Careggi, centro di riferimento della Toscana per le malattie tropicali. Da quel momento, in via precauzionale, è scattato l’allerta per la salute pubblica.
Ma non c’è nessun tipo di allarme. In Italia, infatti, non si sono mai verificati casi di infezione contratti nel nostro Paese. Da oggi si farà la disinfestazione in alcune zone del Campo di Marte e di Scandicci solo a scopo precauzionale, per eliminare gli esamplari di zanzara tigre che sono potenziali vettori del virus.
La disinfestazione verrà fatta nelle zone che ha frequentato il giovane scandiccese nel periodo in cui lui in teoria poteva trasmettere il virus alle zanzare e le zanzare a loro volta infettare altre persone. Il periodo viremico va dai tre giorni prima della comparsa della febbre e dei sintomi fino ai quattro giorni dopo lo sviluppo dello stato febbrile.
.«NON C’È ALLARME e il rischio di contagio è bassissimo, ma a scopo cautelativo sono subito scattate le misure di controllo e disinfestazione delle zone in cui il malato ha soggiornato», dice Maria Grazia Santini, responsabile dell’unità funzionale di igiene e sanità pubblica dell’Asl10.
Firmata l’ordinanza, le operazioni partiranno stamani. Saranno trattate con prodotti specifici per uccidere le larve e gli adulti di zanzara tigre sia abitazioni private, le case degli amici e dei parenti che il venticinquenne ha frequentato prima di scoprire di essere ammalato, sia giardini pubblici, aree per bambini e spazi per cani. Ovunque, insomma, si possano annidare le zanzare tigre.
Le operazioni vengono seguite dal personale specializzato del Quadrifoglio in collaborazione con gli uffici dell’Asl e dei Comuni di Firenze e Scandicci. Le persone interessate dai trattamenti verranno avvisate dai vigili urbani e le zone pubbliche da disinfestare saranno transennate. Le indicazioni verranno date caso per caso. Dato che per individuare le zone sono state fatte specifiche mappature: la zanzara tigre vive in media tre settimane e non vola oltre a un raggio di 50 metri dal luogo di nascita.
Ilaria Ulivelli
Martedì 2 settembre alle 21.15 Cristina Donà sarà in concerto alla Fortezza Da Basso. Ingresso gratuito