Dieci giorni per individuare la sistemazione più adatta, almeno un paio per decidere e ottenere il benestare della Sovrintendenza e altri dieci per collocarle ed evitare una brutta figura. Il rebus della sistemazione delle due statue di Ningbo, i colossi della dinastia Song meridionale donate a Firenze dalla città cinese, non è ancora stato risolto
Firenze, 3 settembre 2008 - Dieci giorni per individuare la sistemazione più adatta, almeno un paio per decidere e ottenere il benestare della Sovrintendenza e altri dieci per collocarle ed evitare una brutta figura. Il rebus della sistemazione delle due statue di Ningbo, i colossi della dinastia Song meridionale donate a Firenze dalla città cinese, non è ancora stato risolto.
Dalla riunione di Giunta di ieri sono scaturite altre cinque ipotesi, tutte opinabili, tutte ancora da sottoporre ad una commisione tecnica che dovrà individuare il luogo più consono alla stazza e al prestigio delle opere. Alla riunione di ieri hanno preso parte gli assessori Silvano Gori e Giovanni Gozzini, il presidente del Quartiere 1, Stefano Marmugi, la presidente della Commissione cultura del Quartiere 3, Cristina Noferi, il direttore della Direzione ambiente, Giovanni Malin, il responsabiledell’Ufficio centro storico, patrimonio mondiale dell’Unesco, Carlo Francini, e il direttore della Fabbrica di Palazzo Vecchio, Giuseppe Cini.
Le soluzioni che ne sono scaturite sono diverse da quelle fino ad ora ipotizzate. E sono diverse anche da quelle che erano state concordate con i rappresentanti della città di Ningbo. Si tratta del parco dell’Anconella, di quello del Mezzetta, del giardino di Villa Vogel, della zona di Ponte a Rovezzano e del Parterre di piazza della Libertà.
"Le soluzioni prospettate — hanno spiegato gli assessori Gori e Gozzini — dovranno essere valutate anche sotto l’aspetto estetico e tecnico. Le problematiche che dovranno essere esaminate sono legate, non solo alla scelta del contesto più opportuno dove collocare le due statue, ma anche all’individuazione di un luogo che le protegga da eventuali atti vandalici".
Le relazioni tecniche dovranno essere verificate dalla Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio. Il 12 settembre si svolgerà una nuova riunione. Poi, non resterà che prelevare le statue e sistemarle nel luogo ritenuto più adatto. Il tempo non è molto. I due colossi cinesi, donati da Ningbo in cambio di una riproduzione del David di Michelangelo, pesano quasi quattro tonnellate e sono custoditi da circa un anno all’interno di un deposito di Prato. La loro collocazione non è semplice, ma il rischio di fare una seconda brutta figura, dopo aver scartato le sistemazioni già concordate con i delegati cinesi, diventa ogni giorno più probabile.
La delegazione cinese di Ningbo arriverà in città il 24 settembre per firmare il patto di amicizia con Firenze e trovare le due statue sotto la polvere di un capannone non gioverebbe ai rapporti fra le due città. Se poi teniamo conto che il David donato dal Comune è stato valorizzato e collocato in una splendida posizione, davanti alla foce del Fiume giallo e al teatro dell’opera, il rischio potrebbe diventare certezza.
Le ipotesi scaturite durante la riunione di ieri non sono state particolarmente apprezzate da Mario Razzanelli, capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale e presidente dell’Associazione Italia — Cina.
"Le opere, secondo quanto concordato con la delegazione cinese, dovevano essere sistemate all’interno del parco di San Donato o in piazza Taddeo Gaddi. Arrivati a questo punto — spiega Razzanelli — occorre trovare la migliore sistemzione possibile. Delle cinque soluzioni prospettate, l’unica che mi sembra in qualche modo percorribile è quella del Parterre. Un altro luogo che ritengo adatto è il giardino dell’Orticoltura, dove le statue sarebbero anche al riparo da eventuali danneggiamenti. Sono comunque sicuro — conclude Razzanelli — che il sindaco e gli assessori coinvolti troveranno una soluzione all’altezza delle opere e della città di Firenze".
Anche Stefano Marmugi, presidente del Quartiere 1, lancia una nuova proposta. "Pensavo alle Cascine o all’Istituto d’Arte. In questo momento, oltre alle soluzioni scaturite dalla riunione, non rinnegherei l’idea di una collocazione delle statue nel giardino del museo Stibbert. Mi preoccupa soprattutto l’integrità delle opere. All’interno di un parco che la notte è chiuso al pubblico, le due statue sarebbero sicuramente più tutelate".
Cosimo Zetti
Arriva giovedì 4 alle 21 al Fiorella in via D'Annunzio, l'anteprima dell'attesissimo film di Ferzan Ozpetek 'Un giono perfetto' con Valerio Mastandrea e Isabella Ferrari (nella foto). Acclamatissimo al festival di Venezia, il film trae spunto dal romanzo di Melania Mazzucco