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FIORENTINA

Zero a zero con lo Slavia Praga
Un pari che vale la Champions

Nel primo tempo i viola sfiorano a ripetizione il gol del vantaggio con Gilardino e Santana. Melo colpisce la traversa con calcio d'angolo. Nel secondo tempo i ragazzi di Prandelli ripartono  in modo lento e lo Slavia si fa sotto con azioni pericolose. Nel finale, Osvaldo sfiora il gol della vittoria

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Alberto Gilardino ostacolato da Erich Brabec Firenze, 28 agosto 2008 - SLAVIA PRAGA (4-4-2): Vaniak, Krajcik, Suchy, Brabec, Sklic, Janda (1’ st Senkerik), Belaid, Tavares, Cerny (26’ st Jarolim), Necid, Toleski (1’ st Svento). All. Jarolim.
FIORENTINA (4-3-3): Frey, Zauri, Gamberini, Dainelli, Vargas, Kuzmanovic (17’ st Donadel), Melo, Gobbi, Santana, Gilardino (33’ st Pazzini), Osvaldo (27’ st Jovetc). All. Prandelli.
Arbitro: Layek (Francia).
Note: Spettatori paganti 14.953. Ammonito Gobbi.
 

 

Cinque parole chiudono una rincorsa, cinque parole aprono un mondo: la Fiorentina è in Champions. Oggi il sorteggio a Montecarlo già il nome fa chic - la porterà in un posto per squadre vere. La Fiorentina ieri sera ha dimostrato di esserlo, ha preso con forza quello che le spettava di diritto, è entrata nell’élite ricostruendo per gradi l’impresa disinnescata nebulosamente da Calciopoli nel 2005. La Champions torna a Firenze dopo otto anni, ma solo da sei i Della Valle sono ripartiti dal punto più basso del calcio professionistico: resterà un record storico.

 

La Fiorentina torna in Champions vincendo nettamente il doppio preliminare contro lo Slavia, che ieri sera è riuscito a fare il suo mestiere di squadra aggressiva solo per metà del secondo tempo. Come all’andata la Fiorentina ha il difetto di non segnare quando la sua superiorià è evidente, soprattutto nel primo tempo. Ma alla fine l’abbraccio dei giocatori e la festa dei 1.500 tifosi viola arrivati fin qui chiude il cerchio: la Champions è il premio che tutti aspettavano. E’ stata dura, ma ne valeva la pena.

 

 

Serata comunque tosta, la Fiorentina parte con l’idea di restare alta per evitare assedi e la tendenza a mostrare i muscoli porta subito Kuzmanovic e Santana al tiro.
Avvisaglie di esuberanza, mentre in difesa Dainelli sembra in giornata e solo Vargas, fuori tempo su Krajcik e Janda, fa scattare Prandelli in versione preoccupata. I tifosi dello Slavia rinunciano all’ululato continuo per incitare una squadra che parte più piano del previsto e semmai protestano con uno striscione («Benvenuti nella civiltà») per come sono stati trattati all’andata dal servizio d’ordine viola. La Fiorentina - calcisticamente parlando - cerca di trattare peggio sullo Slavia e in quattro minuti dà sostanza alla sua superiorità avvicinandosi al gol con Gilardino, Santana e Melo.

 

 

Fra i tre solo Santana (sinistro debole a tre metri dal portiere già sdraiato) deve rimproverarsi qualcosa; nel caso di Gilardino devia Suchy in scivolata mentre Melo, con una zuccata di marmo, piega le mani di Vaniak e forse anche la traversa che si becca il rimpallo. Tre occasioni nette contro un mezzo tiro fuori di Necid: la Fiorentina è concentrata e copre gli spazi, c’è poco da rimproverarle a parte la mancanza di uno spirito da killer.

 

 

Non è un dettaglio, ma i minuti passano e va bene anche così. Osvaldo cerca numeri e concretezza, i raccordi con Gilardino funzionano anche se manca l’ultima idea per battere Vaniak, un disastro con i piedi ma bravino con le mani. Lo Slavia non trova il modo giusto per passare Melo copre bene con Kuzmanovic e Gobbi - e come all’andata, quando sciupò l’occasione di segnare il tris nel finale, la Fiorentina dovrebbe essere più cinica, o forse fortunata, per mettere a frutto la sua superiorità.
 

 

Nel secondo tempo Jarolim prova a cambiare lo Slavia, fuori un attaccante e mezzo (Toleski e Janda) e dentro due attaccanti veri (Senkerik e Svento). Aumenta anche l’ululato del pubblico, evidentemente convinto come i giocatori ceki che ci voglia una scossa.
Il primo che la sfiora però è Osvaldo, che al 4’ fa saettare un diagonale fuori di poco.

 

Partita più viva, Cerny non sfrutta un rinvio corto di Dainelli (tiro fuori), Gilardino manca l’affondo in contropiede su lancio di Kuz. Proprio lui esce per far posto a Donadel al 16’ (il guardalinee aveva chiamato per sbaglio il cambio di Gilardino, disposto a uscire ma perplesso) e la Fiorentina mette in campo ancora più grinta. E’ quasi un peccato doversi difendere dopo aver sprecato così tanto nel primo tempo, la Fiorentina cerca comunque di ribattere. Entrano Jovetic e Pazzini al posto di Osvaldo e Gila, Vargas nel frattempo cresce e sfiora un’altra volta il gol. Ma si può festeggiare lo stesso.

dall'inviato Angelo Giorgetti










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