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FESTA DEL PD ALLA FORTEZZA

Fischi alle bandiere della Lega

La platea della Festa democratica di Firenze ha accolto con fischi un gruppetto di simpatizzanti leghisti toscani, giunto alla Fortezza da Basso per seguire il dibattito al quale hanno preso parte i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli, che nella sala intitolata Giorgio La Pira hanno sventolato le loro bandiere

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Firenze, 24 agosto 2008 - La platea della Festa democratica di Firenze ha accolto con fischi un gruppetto di simpatizzanti leghisti toscani, giunto alla Fortezza da Basso per seguire il dibattito al quale hanno preso parte i ministri Umberto Bossi e Roberto Calderoli, che nella sala intitolata Giorgio La Pira hanno sventolato le loro bandiere.

 

Questo ha causato la disapprovazione dei simpatizzanti del Pd, che hanno fischiato mentre alcuni scandivano il coro "Fuori, fuori" a cui i leghisti rispondevano con "Padania libera!' e "Via le tasse" prima di riporre le loro bandiere, a quanto si apprende su invito dello stesso Bossi.

 

Il moderatore del dibattito, Maurizio Mannoni, ha quindi invitato i presenti alla calma e "a non fare il tifo".

 

Ecco gli interventi alla festa del PD


TREMONTI

Meglio una fortezza di un loft: è l'ironico giudizio espresso da Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, che ha parlato con i cronisti a margine dei lavori della Festa Democratica nazionale. "Sono contento per il Pd che si è sistemato in una fortezza - ha detto - meglio una fortezza che un loft, in questo periodo. Abbiamo interesse a che il Partito democratico sia forte per il dialogo. Meglio una fortezza che un loft".

Al ministro ha replicato immediatamente Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che gli era accanto in quel momento e che prenderà parte insieme a lui ad un dibattito nel corso della Festa: "Le fortezze servono per resistere agli assedi - ha spiegato - e noi vorremmo uscirne".

CHIAMPARINO

Sì al dialogo sul federalismo fiscale ma l'esito non è scontato: lo ha detto Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e ministro ombra per le riforme, intervenendo ad un dibattito sul tema alla Festa Democratica nazionale di Firenze. "Dialogo sì, corrisponde ad un'esigenza del Paese - ha detto - ma l'esito non è scontato".

Per Chiamparino tuttavia "la possibilità di dialogo c'è, e dialogo c'è già stato: la bozza di Calderoli non è la stessa di tre mesi fa, quella era ispirata al modello lombardo. Il dialogo ha portato risultati, e ora va portato ad un approfondimento".  
 

 BOSSI


Con il federalismo "non c'è rischio di aumento spesa. I costi diminuiscono". Lo ha detto il ministro delle
Riforme, Umberto Bossi, a margine del dibattito che lo vede confrontarsi con il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, insieme al ministro ombra del Pd, Pierluigi Bersani.
Infine, Bossi ha sottolineato che «se dai a tutti i costi veri allora la spesa dimunisce. Uno dei motivi per cui è esplosa la spesa è che lo stato paga a piè di lista».

 

Ai giornalisti che gli domandavano se il federalismo sia opportuno anche in una fase di crisi economica, Bossi ha risposto: "Sì, perchè incide proprio sull'economia dello Stato che è quella in cattive acque".

"Gli accordi si fanno prima delle elezioni". Così  Bossi  ha risposto ai giornalisti che con una battuta gli domandavano se fosse venuto a fare un accordo con il Pd.
Sempre ai giornalisti che gli dicevano che la Lega è sempre più protagonista e chiedevano se Berlusconi fosse di questo preoccupato ha risposto: "Chiedetelo a lui, io non sono preoccupato".

 

BERSANI 

 

Di fronte all'impoverimento "galoppante" dei redditi medi e bassi e di una evasione fiscale che è ripartita il Governo non sta facendo nulla. E' la denuncia che arriva dal ministro ombra dell'economia del Pd, intervenuto alla festa del Partito democratico. Bersani ha sottolineato che anche se la legge "sul federalismo si
facesse domani ci vorrebbero cinque anni per attuarla. Nel frattempo - si è chiesto Bersani - che facciamo? Arriviamo in ginocchio tra cinque anni?".

Per l'ex ministro dello sviluppo economico sarebbe meglio occuparsi "di economia vera, di domani mattina, di impoverimento galoppante dei redditi medi e bassi rispetto ai quali questo Governo non sta facendo nulla". L'esponente del Pd ha sottolineato che l'opposizione si batterà su questo tasto e "denunceremo il fatto che avendo rimosso paletti efficaci sul tema della lotta all'evasione fiscale, l'evasione sta ripartendo e se riparte non ce n'è - dice - per nessuno. Possiamo metterci in tasca tutte le riforme che vogliamo".

MATTEOLI

''Io sono sempre stato d'accordo sulla divisione delle carriere''. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, rispondendo ai giornalisti a margine della festa nazionale del Pd in corso a Firenze, riguardo alle
ipotesi sulla riforma della giustizia. ''Che ci debba essere una suddivisione - ha aggiunto Matteoli - ritengo sia nell'interesse anche degli stessi magistrati''.

''Sara' il Parlamento a decidere - ha concluso Matteoli - c'e' un dibattito in corso, il governo presentera' una sua proposta, poi come sempre avviene ci confronteremo in Parlamento''.
 

IL PROGRAMMA

 L'Italia e l'Europa saranno al centro, domani alle 21, del dibattito previsto alla Festa democratica in corso a Firenze, alla Fortezza da Basso, tra Emma Bonino, Umberto Ranieri, Gianluca Susta e Catiuscia Marini.
 

Al palazzo dei Congressi, sempre alle 21 e' prevista la proiezione gratuita del film 'Niente e' come sembra' di Franco Battiato. Saranno presenti l'autore ed Enrico Ghezzi. Il film e' il terzo del cantante ed e' stato presentato in anteprima nel 2007 al Festival internazionale del film di Roma nella sezione Extra.

 

Tra gli altri appuntamenti culturali, alla libreria della Festa alle 19.30 Marco Nese presenta la scrittrice China Keitetsi con il suo romanzo 'Una bambina soldato'. Alle 21.15 tocca a Federico Fornaio, autore di 'L'anomalia riformista. Le occasioni perdute della sinistra italiana' con Piergiorgio Gawronski ed Antonello Giacomelli.










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