"Dall’analisi condotta, rispetto alla prima settimana di agosto, è previsto un aumento della presenza di zanzare tigre del 20%". Lo ha annunciato Giampiero Maracchi, climatologo, direttore dell’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr
Firenze, 10 agosto 2008 - L’infestazione di zanzare tigre a Firenze sta raggiungendo il picco. Giampiero Maracchi, climatologo, direttore dell’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr, ha messo a punto un modello matematico in grado di fornire previsioni sull’incremento dell’infestazione dei fastidiosi insetti vettori anche di pericolose malattie febbrili virali: chikungunya e dengue. "Dall’analisi condotta, rispetto alla prima settimana di agosto, è previsto un aumento della presenza di zanzare tigre del 20%", spiega il ricercatore fiorentino.
Maracchi e l’Ibimet, in collaborazione con il Lamma della Toscana (il consorzio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile) e con l’Asl di Bologna, per studiare il comportamento della zanzara tigre, ha messo in piedi un osservatorio di previsioni climatiche (cosa ben diversa dalle previsioni meteorologiche). Prendendo a campione la temperatura media di un periodo di tempo definito, la previsione climatica dice se nell’insieme del mese preso in considerazioni le temperature saranno inferiori o superiori.
"Su queste basi si sviluppa lo studio sul comportamento della zanzara tigre (Aedes albopictus), un insietto particolarmente sensibile all’acqua - dice Maracchi -. Le generazioni di zanzara tigre nascono, si sviluppano e muoiono in uno spazio di 10 metri. Non vanno mai oltre tale perimetro e vivono solo pochi giorni". La zanzara tigre colpisce nelle ore diurne e provoca punture molto fastidiose. È stata importata dall’Asia e si è diffusa negli ultimi vent’anni anche in Europa e negli Stati Uniti. Qui da noi pare sia arrivata con le navi cariche di pneumatici al porto di Genova negli anni Novanta.
A Firenze va avanti la disinfestazione antilarvale del Quadrifoglio, in collaborazione con il Comune e con l’Asl. Mentre per gli spazi privati l’ufficio di igiene e salute dell’Asl 10 invita i cittadini a seguire le norme di prevenzione e a fare uso di larvicidi, prodotti a bassa tossicità per l’uomo, per gli animali domestici e per l’ambiente. "Le infestazioni più gravi di solito arrivano dagli orti privati" spiega il direttore dell’unità funzionale, Maria Grazia Santini. Per questo è importante seguire determinate regole. Abbastanza semplici. Ovvero, l’essenziale è evitare i ristagni d’acqua, anche di dimensioni ridotte, che possono facilmente diventare focolai di riproduzione di zanzare.
La lotta antilarvale, importantissima, va eseguita nei pozzetti grigliati dove si raccoglie l’acqua piovana o l’acqua di lavaggio di cortili e piazzali: per il loro facile impiego viene consigliato di far ricorso a un larvicida chimico a base di temephos o a un larvicida biologico a base di spore del bacillus thuringiensis, varietà israeliensis, che si trovano in vendita in tavolette. I trattamenti vanno ripetuti ogni venti giorni da maggio a fine ottobre.
I. U.
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