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IL CASO

Trapianti da sieropositiva
Careggi studia un indennizzo

Il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Careggi, Edoardo Majno, ha definito lo studio con cui valutare il risarcimento per i tre pazienti ma cui nel 2007 furono impiantati organi da persona sieropositiva per un errore di trascrizione

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L'ospedale di Careggi Firenze, 19 luglio 2008 - Un caso senza precedenti nella letteratura scientifica medico-legale e nella giurisprudenza internazionale. Così il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Careggi, Edoardo Majno, ha definito lo studio con cui valutare il risarcimento per i tre pazienti ma cui nel 2007 furono impiantati organi da persona sieropositiva per un errore di trascrizione.
 

 

Lunedì' prossimo riprendono i lavori della commissione composta dalla direzione e dall'ufficio legale dell'azienda più una serie di consulenti. ''Il caso che stiamo gestendo - ha dichiarato Majno in una nota - non ha precedenti nella letteratura scientifica medico-legale e nella giurisprudenza internazionale. Stiamo creando un precedente e, a 18 mesi dall'evento, siamo a un passaggio fondamentale del percorso per
definire l'entità di un risarcimento relativo a un fatto tanto grave quanto eccezionale''.
 

 

''Il rilevante valore scientifico di questo lavoro, condiviso con i legali dei pazienti - ha aggiunto Majno - è secondario rispetto al doveroso impegno dell'azienda nel gestire la procedura risarcitoria per garantire equità fra le attese dei danneggiati e le valutazioni dell'assicurazione''. Nell'incontro di lunedì, prosegue la nota dell'ospedale di Careggi, sarà concordata un'agenda degli argomenti e stabilito un metodo per affrontare le prossime tappe del percorso intrapreso.

 

L'attenzione dell'azienda ''già espressa con la consistente provvisionale erogata nell'immediatezza dell'evento, è ribadita da un ulteriore impulso fornito dalla convocazione della commissione che, a 18 mesi dall'inizio della vicenda, dovra' definire in tempi rapidi il quadro fisico, psicologico ed esistenziale di parsone che hanno ricevuto un trapianto da donatore sieropositivo''. ''Ci attende un lavoro delicato e complesso - conclude Majno - con un rilievo non solo specifico sul caso concreto, ma anche generale rispetto alla definizione del primo precedente risarcitorio in materia. Siamo convinti che l'onestà delle nostre intenzioni e lo spirito di trasparenza e collaborazione di fronte a una vicenda che ha colpito profondamente i pazienti, le loro famiglie, l'azienda, e l'opinione pubblica, consentiranno di delineare un corretto percorso per risolvere tutte le criticita' e gli aspetti, non solo economici, di questo primo ed unico caso''.










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