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MUSICA

David Garrett, quel violinista è un fuoriclasse

David Garrett, il violinista che ha lavorato anche con il maestro Mehta, ha incantato il pubblico al museo del Bargello. Musicisti ospiti estasiati nell’ascolto di un artista unico nel suo genere

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Firenze, 16 luglio 2008 - "Sono deluso, seccato di essere venuto da solo a Firenze. Ho dentro di me l’inquietudine di non poter condividere il mio ruolo con qualcuno proprio qui, nella città che amo tanto e dove torno con felicità". Così David Garrett (nella foto), il violinista con i capelli biondi e gli occhi azzurri, il profeta del motto: "la musica ha una carica erotica". Non sarà più tanto facile avvicinarlo da qui a un paio d’anni. Quando anche la 'politica della cultura' buon ultima, si renderà conto della genialità, della bravura, del dono di Dio che ha nelle mani e nell’anima un fuoriclasse del violino come lui. Un fuoriclasse come può essere Valentino Rossi: anche se uno non capisce niente di moto sente che lui è diverso da tutti, che è un genio. Ecco cos’è David Garrett, l’altra sera mezz’ora secca di applausi al museo del Bargello, gente in piedi che non se ne andava. Musicisti ospiti estasiati nell’ascolto di un artista unico nel suo genere.

 

Garrett, come è iniziata la sua avventura musicale tra violini di valore come Stradivari e Guarnieri?
"Ho un fratello più grande che suonava, ho ricalcato le sue orme. E ho mio padre, esperto di liuteria ad alto livello. E’ una vita che sto in mezzo alla musica. Per me è stato facile".

 

Lei spazia con naturalezza dalla musica barocca al moderno. Come fa?
"E’ una cosa naturale per me. Anche se la mia grande passione è la musica da camera, tra i pianisti con cui collaboro i sono Golan, Gortler Cernyavska. Ma quello che mi sta particolarmente a cuore è riuscire ad entusiasmare i giovani per i concerti di musica classica. Per questo ho recentemente inciso un cd con la Decca 'Free' che ha proprio la finalità di stabilire un contatto coi più giovani con composizioni di pezzi e melodie di cui mi sono sempre occupato".

 

Un look fresco, camicia e jeans, un viso candido e i capelli raccolti in un codino...studiato?
"Assolutamente no. Io sono così al naturale. Ma ho avuto un’esperienza anche come fotomodello a New York e forse questo mi torna utile oggi davanti a una platea".

 

Lei è nato nel 1981 a Aquisgrana, in Germania: a quando risale la sua prima apparizione?
"Avevo 10 anni ed ero con l’Orchestra filarmonica di Amburgo sotto la direzione di Gerd Alberecht. Ma è stato importante poi lavorare anche con la grande violinista polacca Ida Haendel che ha aiutato molto la mia formazione artistica"

 

Cosa ricorda della collaborazione col maestro Mehta?
"Tutto, ricordo una cosa bellissima, una grande esperienza a Milano a febbraio scorso, e in Israele dove con l’Orchestra filarmonica di Iscraele ho tenuto undici concerti. Un’esperienza molto bella, indimenticabile".

 

Qui a Firenze lei ci è arrivato con il maestro Giuseppe Lanzetta conosciuto in Germania. Stasera sarete insieme al Bargello con l’Orchestra da Camera Fiorentina...
"Sì e sono molto felice di questo. Con lui suono benissimo e sono felice di quello che riusciamo a fare insieme".

 

Cosa vede nel suo futuro?
"Io sono uno a cui piace quello che fa, che prende la vita come va, con tutto quello che gli si presenta. E che non ha pretese nei confronti del futuro. Per ora va bene così".

Titti Giuliani Foti










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