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IL CASO

Tagli ai fondi, scoppia la rivolta del Maggio

Il teatro del Maggio musicale fiorentino è stato giudicato dal ministero per i Beni culturali, il miglior teatro lirico sinfonico italiano. Ma non basta a evitare che la riduzione del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, faccia arrivare a Firenze, 6 milioni di euro in meno

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Musica, orchestra Firenze, 29 giugno 2008 - Siamo i più bravi. i migliori. Il teatro del Maggio musicale fiorentino è stato giudicato dal ministero per i beni culturali, il miglior teatro lirico sinfonico italiano. In termini di qualità e di quantità di produzione abbiamo superato anche la ben più blasonata Scala di Milano. Ma non basta a evitare che la riduzione del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, faccia arrivare a Firenze, 6 milioni di euro in meno.

 

Il presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione del Maggio, il sindaco Leonardo Domenici, insieme al sovrintendente del teatro, Francesco Giambrone e al cda per l’occasione interamente schierato (il vice presidente Paolo Caretti, i consiglieri Umberto Cecchi, Paolo Cocchi - rappresentato da Ugo Caffaz -, Antonio Marotti, Andrea Simoncini) presente anche il direttore artistico Paolo Arcà, hanno deciso di scendere immediatamente in campo per dare il via a una battaglia che restituisca al Teatro finanziamenti che sono ritenuti indispensabili.

 

"Dagli attesi 22,3 milioni di euro - hanno spiegato - siamo passati ai 18,2 assegnati. A questi vanno aggiunti i due milioni di stanziamento straordinario per la settantesima edizione del Festival del Maggio, concessi nel 2007, e dei quali ci era stata assicurata la conferma annuale. Anche di questi utimi non si ha notizia". Tutto questo nonostante gli spettatori paganti siano saliti da 40 a 50 mila.

 

"Il Fondo Unico per lo Spettacolo - ha spiegato il sovrintendente Gambrone - ha visto ridurre le proprie risorse di 55 milioni di euro. In Finanziaria si parlava infatti di 511 milioni di euro, ma la cifra che invece è stata resa nota è di soli 460 milioni di euro. Non solo. Per la prima volta dopo dieci anni ha subito una variazione anche la percentuale di riparto assegnata alle 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane che è passata dal 47,8 al 46,3 per cento".

 

Con la inevitabile conseguenza che anche la percentuale storicamente assegnata al teatro fiorentino è calata dal 9,12 all’8,65 per cento. In termini assoluti il Maggio si aspettava un finanziamento dallo Stato pari a 22.310.000 euro e se ne è visti invece arrivare solo 18.225.000. Se a questa cifra aggiungiamo i 2 milioni di euro che erano stati assicurati in modo stabile per premiare il lavoro di qualità svolto da oltre 70 anni dal festival del Maggio (e per compensare le leggi speciali previste per la Scala e il Santa Cecilia), la cassa ‘piange’ per 6 milioni. Troppi per non far scattare l’allarme.

 

La prima mossa per cercare di ottenere un reintegro dei fondi destinati al Fus, soprattutto, della quota riservata alle fondazioni lirico-sinfoniche, nonchè riaprire il confronto per il contributo straordinario per il Festival, è l’incontro di Domenici, martedì, con il ministro della Cultura, Sandro Bondi. Poi saranno tutti i sovrintendenti delle fondazioni liriche a incontrarsi per recuperare la penalizzazione inflitta al mondo della cultura.

 

Venerdì scorso, intanto, durante una lunga riunione, il cda ha preso una serie di decisioni all’unanimità. "Dopo l’incontro con Bondi - ha spiegato Domenici - valuteremo la creazione di un tavolo di lavoro con tutte le istituzioni locali, il Comune, ma anche la Regione e la Provicia, anche i soci fondatori più importanti per cercare di reperire risorse". Perché su un punto sono tutti d’accordo: non si tratta di garantire al teatro del Maggio soltanto la sopravvivenza. L’unica possibilità per la Fondazione è quella di avere una prospettiva di sviluppo, per tenere alto il destino di un teatro di prestigio internazionale. "Infatti - ha proseguito Giambrone - il cda ha approvato all’unanimità, a mio parere dimostrando un grande senso di responsabilità, sia la programmazione dell’intera stagione invernale che il programma della 72ª edizione del Maggio. Perché abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro anche a tutti coloro che qui lavorano e si impegnano: il teatro va avanti con spirito costruttivo e di confronto".

 

Attualmente gli enti locali sono anche fortemente impegnati nella costruzione del nuovo Polo musicale: la Regione, per esempio, con 40 milioni di euro. Ed è ancora la Regione a fornire ogni anno un contributo di 1.950mila euro per il quale - Domenici e Giambrone lo hanno specificato - è già stato chiesto un aumento di 500mila euro. Domani sera - ha concluso il sindaco - ci sarà la serata finale del Maggio e la sera successiva l’orchestra sarà impegnata a Napoli in piazza Plebiscito e il concerto sarà trasmesso in diretta su Rai 3". 

Paola Fichera










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