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Carmignano: tra leccornie e un rosso che sa d'antico

A Carmignano, pendici del Montalbano, lungo il pendio che conduce da Poggio a Caiano fino ai freschi boschi di questo massiccio che guarda da una parte Vitolini e Vinci, dall’altra giù fino a Quarrata e alla piana pistoiese, c’è una tradizione splendida quella dei fichi secchi, che sono tra i 365 prodotti della Toscana da salvare, e sono particolari per una tecnica tutta locale di essiccarli

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carmignano weekend Toscana, 20 giugno 2008 - Carmignano (Prato) Chiamatelo, se volete, il vino del Granduca. Perché a Carmignano, pendici del Montalbano, il vino fa rima con la storia. E non solo, intendiamoci: è zona di sapori splendidi, soprattutto nel reparto dolci. Qui, lungo il pendio che conduce da Poggio a Caiano fino ai freschi boschi di questo massiccio che guarda da una parte Vitolini e Vinci, dall’altra giù fino a Quarrata e alla piana pistoiese, c’è una tradizione splendida, che forse non tutti in Toscana conoscono: quella dei fichi secchi, che sono tra i 365 prodotti della Toscana da salvare, e sono particolari per una tecnica tutta locale di essiccarli, tanto che la tradizione e la storia tramandano il simpatico nome di 'Carmignan da fichi'. Del resto, però, dei fichi di Carmignano si parla fino dal tempo dei romani (i legionari li usavano come cibo di riserva) e ne fa menzione nei suoi scritti anche il celebre mercante Francesco di Marco Datini da Prato.

 

Non bastassero i fichi, Carmignano è anche paese dei biscotti. Facile, direte: Prato è a un passo, l’aria che si respira è la stessa. E non per nulla la Provincia di Prato ha inventato una delle 'strade' più dolci d’Italia, la Strada dei Biscotti, che in vari centri della Val di Bisenzio & dintorni ha i suoi centri e le sue specialità. Quella di Carmignano, in particolare, sono gli Amaretti, fin dalla fine dell’Ottocento protagonisti dei matrimoni e delle ricorrenze religiose delle famiglie del Montalbano. Una fama conquistata grazie a ingredienti ricchi di sapore come mandorle dolci e amare, albume e zucchero e una preparazione semplice, basta macinare e impastare.

 

Ma il re di Carmignano e della sua campagna è il vino. E’ la più piccola e però anche la più antica docg d’Italia, e di sicuro ha caratteristiche ancora più remote: qui, in questicampi, già dal Settecento, quando i Granduchi vennero dalla Francia a occupare le splendide ville - come quella di Artimino, tra le più famose e le più belle - si cominciò a piantare il cabernet, vitigno internazionale. Che si sposa al sangiovese, un altro principe dei colli di Toscana: con queste uve si fanno il Carmignano, il Barco Reale, il Vin Ruspo. Ma in zona ci sono anche vinsantini leggendari, e qualcuno, come la Tenuta di Capezzana, ci prova anche con il bianco. E un grande della vigna e della cantina come Stefano Chioccioli ha ricreato un grande Trebbiano. A Carmignano, fazzoletto di campagna.

Paolo Pellegrini










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