Un altro anno scolastico è sul punto di concludersi e tra le molte perplessità che si trascina dietro ci sono i cosiddetti crediti e debiti formativi, che hanno sollevato infinite polemiche. Risponde il direttore Francesco Carrassi
EGREGIO DIRETTORE, un altro anno scolastico è sul punto di concludersi e tra le molte perplessità che si trascina dietro ci sono i cosiddetti crediti e debiti formativi, che hanno sollevato infinite polemiche. Il tentativo di arrivare a una scuola meno rigida e più partecipata (dagli studenti e dalle famiglie) presupponeva e presuppone, diciamo, una nuova consapevolezza e anche una maturità diversa nelle famiglie, negli studenti, negli insegnanti e nei dirigenti e nei loro rapporti di collaborazione. Non sempre questa condizione si è verificata, per cui si è creduto di potersi abbandonare più al lassismo e alla leggerezza, se non alla faciloneria, che alla severità. Come era con esami che rimandavano e che bocciavano senza troppo complimenti. Ora si tenta di recuperare, adattandoci comunque ai tempi, parte della severità perduta per strada. Penso però che lo si debba fare sì con determinazione ma anche progressivamente in una scuola abituata a troppi cambiamenti, corretti da altri cambiamenti e, diciamocelo, propri e impropri.
Anna C., insegnante
RISPONDE IL DIRETTORE FRANCESCO CARRASSI
PIÙ CHE FARE LEVA sulla parola severità la farei sulla parola serietà. Perché la scuola e la preparazione alla vita e al mondo del lavoro degli studenti è una missione seria, probabilmente la più seria se guardiamo al domani. La scuola è stata fin troppo bistrattata, terreno più di scontro che di confronto, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che ci hanno fatto precipitare tra gli ultimi delle classifiche internazionali. Scelta la strada, infine, bisogna garantire un lungo periodo di stabilità e di assestamento per evitare che a farla da padrone siano lo strabismo e la confusione, primi nemici della serietà.
Premio 'Le Muse' in Palazzo Vecchio. Tra i premiati anche il direttore de 'La Nazione' Francesco Carrassi e le attrici Margherita Buy e Vittoria Puccini