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L'INDAGINE DELLA SQUADRA MOBILE DI FIRENZE

Sgominato gruppo dark-satanista
Notificati quattro avvisi di garanzia
Don Oropallo: "Primo caso in Toscana"

Le indagini sono state avviate nel 2006 in seguito al ritrovamento, sulla A1, di sacchi contenenti ossa. Le accuse  vanno dall'omicidio volontario alla soppressione di cadavere. Notificati avvisi di garanzia a due uomini e a due donne delle province di Firenze e Prato. Perquisite 23 persone

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Firenze, indagini satanismo Firenze, 7 giugno 2008 - Ossa di donna scarnificate, legate fra loro, chiuse in alcuni sacchi e gettate ai bordi dell'A1 fra Barberino e Roncobilaccio. A trovarle fu un camionista, nel giugno 2006. La procura e la squadra mobile di Firenze sospettano che quei resti siano legati a un omicidio riconducibile al mondo delle sette.

 

Quattro gli indagati, tutti appartenenti a un gruppo dark-satanista, accusati di omicidio volontario, distruzione, sottrazione o soppressione di cadavere. Gli agenti della squadra antisette della questura fiorentina, coordinati dal pm Luca Turco, si sono messi sulle tracce del gruppo monitorando siti internet, ritrovi, negozi specializzati.
E hanno ricostruito la parabola di un gruppo di toscani che, inizialmente accomunato dalla passione per la musica dark, come quella di Marilyn Manson, nel tempo ha subito un'evoluzione, arrivando alle messe nere.

 

Ne parlavano spesso, hanno spiegato gli investigatori, e ricordavano come il rituale potesse prevedere anche sacrifici umani. I tempi del salto di qualità dalla musica ascoltata e suonata - alcuni finiti nell'inchiesta si esibivano in gruppi amatoriali - ai riti satanici coinciderebbero con il decesso della donna i cui resti furono trovati sull'A1 e che, secondo gli esami autoptici, sarebbe morta fra il 2003 e il 2004.

 

Ancora sconosciuta, invece, la sua identità: si sa che aveva fra i 20 e i 30 anni ed era bianca. Gli indagati sono due uomini e due donne fra i 25 e i 27 anni, delle province di Firenze e Prato: un operaio e tre disoccupati. Nell'ambito dell'inchiesta, ieri ci sono state 23 perquisizioni nelle province di Firenze, Prato, Lucca, Livorno, Siena e Pistoia, nelle case di persone con età compresa tra i 23 e i 28 anni, molti studenti o da poco usciti dal corso di studio, qualche professionista e operaio.

 

Dalla casa di un fiorentino gli agenti hanno portato via due teschi umani, altri avevano nei pc foto di uomini che si accoppiano con donne senza testa o di giovani immerse in vasche di sangue. E c'è chi possedeva coltelli, spade, mantelli neri, cinture chiodate.  L'esito delle perquisizioni ha portato anche a un quinto indagato, un ventitreenne di Sesto Fiorentino: nella sua abitazione è stato trovato materiale pedopornografico e per questo è stato arrestato.

 

I ritrovi del gruppo sarebbero stati edifici sconsacrati della Toscana e un ex convitto di Prato, poi trasformato in scuola (vi studio' Curzio Malaparte) e adesso abbandonato.

L'ESPERTO

"I riti satanici prevedono anche i sacrifici umani, ma io non ho memoria, alla luce della mia conoscenza della realtà toscana, di fatti simili''. Lo spiega don Luigi Oropallo, esorcista ordinato dal vescovo di Firenze, in merito ai quattro indagati con l'accusa di omicidio volontario nell'ambito dell'inchiesta della procura di Firenze sul mondo satanista, nata dal ritrovamento, nel 2006 sull'A1, di alcuni sacchi con resti umani.
 

 

''C'è una vasta letteratura sui riti satanici - ha spiegato don Oropallo - nella quale si parla di sacrifici umani. Quindi, non si può escludere un legame fra quelle ossa, un sacrificio umano e il mondo delle sette. Certo, si tratterebbe di un caso estremo. Di solito si sacrificano animali o si usano delle ossa rubate in qualche cimitero''.
 

 

''In regione - ha aggiunto il sacerdote - le sette sataniche ci sono, anche se a volte sono fenomeni più vicini alla superstizione. Sono presenti in certe zone della regione, penso al Pistoiese, al Pratese e al Casentino''.
Le persone che gravitano intorno a quel mondo ''spesso iniziano per curiosità - ha concluso don Oropallo - partecipando a un rito, e poi rimangono intrappolate in una ragnatela da cui è difficile uscire''.










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