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Firmato un protocollo di legalità

Saranno circa 40 gli appalti pubblici per nuove opere e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati da Anas nei prossimi due anni in Toscana, ai quali saranno applicate clausole e condizioni speciali per escludere le ditte che risultassero in rapporto con la criminalità organizzata

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Firenze, 4 giugno 2008 -  Saranno circa 40 gli appalti pubblici per nuove opere e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati da Anas nei prossimi due anni in Toscana, ai quali saranno applicate clausole e condizioni speciali per escludere le ditte che risultassero in rapporto con la criminalità organizzata.

 

Questa la principale novità introdotta dal protocollo di legalità firmato oggi a Firenze fra i dieci prefetti della Toscana e il condirettore generale legale e patrimonio dell'Anas Carlo Bucci per prevenire i rischi di infiltrazione nel tessuto socio-economico della regione.

 

"In Toscana non c'è un radicamento della criminalità organizzata - ha detto il prefetto Andrea De Martino - ma la regione può essere un territorio appetibile, come hanno dimostrato alcune indagini giudiziarie, per reinvestire proventi illeciti attraverso la partecipazione ad appalti pubblici. Le opere in programma porteranno una pioggia di stanziamenti finanziari nella regione e pertanto alzeremo il livello di attenzione e più stretta si farà la maglia dei nostri controlli. Sotto questo aspetto il protocollo rappresenta un robusto baluardo contro i tentativi di infiltrazione".

 

"L'accordo - ha spiegato il condirettore generale dell'Anas Carlo Bucci - nasce dalla volontà di favorire il potenziamento delle infrastrutture promuovendo la cultura della legalità e della trasparenza
amministrativa e semplificherà gli oneri amministrativi a carico delle stazioni appaltanti e delle imprese".

 

Il protocollo, di durata biennale, prevede tre momenti di intervento. L'Anas inserirà nei bandi di gara clausole che obbligheranno le ditte a riferire tempestivamente ogni richiesta illecita di denaro o di prestazione che venga avanzata nei confronti di un proprio rappresentante o dipendente.

 

Tutte le ditte dovranno comunicare alle prefetture, attraverso l'Anas, le informazioni occorrenti per svolgere gli accertamenti antimafia al momento della pubblicazione dei bandi di gara - e non più solo, come avveniva
finora, nella fase di aggiudicazione e stipula dei contratti - per l'appalto di lavori di importo superiore a 1 milione di euro e di forniture e servizi di importo superiore a 206 mila di euro. Infine, nel caso emergessero durante gli accertamenti rapporti di contiguità con la criminalità organizzata, sono previste clausole di revoca o di recesso in base alle quali l'Anas può escludere le imprese dall'appalto in qualsiasi momento delle procedure di gara e di esecuzione dei lavori.










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