Appello di intellettuali e artisti fiorentini al Presidente della Repubblica
Firenze, 4 giugno 2008 - Il problema della collina di San Miniato, e della sua instabilità geologica, è da sempre al centro di questioni spinose. Tutti ricorderanno la vicenda dell’ex vicesindaco di Firenze Giovanni Pallanti e della battaglia da lui condotta in Palazzo Vecchio (era il 1990) per estromettere una ditta campana, sospettata di collusioni malavitose, e aggiudicataria dell’appalto per il consolidamento della collina.
In quell’occasione vennero fuori i nomi di due imprenditori fiorentini che avrebbero agevolato l’impresa estromessa, e Pallanti fu denunciato per diffamazione. Dopo quasi vent’anni, la corte di Cassazione lo ha condannato definitivamente, alcune settimane fa, al risarcimento dei danni, nonostante la stessa procura generale ne avesse chiesto l’assoluzione.
Vogliamo ricordare che la collina di San Miniato, con la monumentale basilica dei monaci benedettini di Monte Oliveto, il Piazzale Michelangelo e la Loggia rappresenta un patrimonio eccezionale per Firenze e per l’intera umanità.
La collina, al pari delle costruzioni, ha da sempre presentato problemi di stabilità. Già nel 1879, a pochi anni dal nuovo assetto, l’architetto che l’aveva concepito e realizzato, Giuseppe Poggi, minacciava le dimissioni dalla “Commissione nominata per studiare i provvedimenti da prendersi a riparo dei movimenti del Colle di San Miniato” se il Comune di Firenze non avesse provveduto a stanziamenti adeguati ed urgenti.
Gli interventi, da allora, si sono succeduti. A metà degli anni Settanta, fra gli altri, Giovanni Spadolini ministro fondatore del dicastero per i beni culturali intervenne a sostegno dell’antica Abbazia, tanto da meritare la gratitudine dei monaci che appesero una lapide all’interno del convento, a futura memoria.
In questa logica si colloca il comportamento di Giovanni Pallanti che, in qualità di assessore ai lavori pubblici del Comune di Firenze, intervenne efficacemente per fronteggiare i pericoli di smottamento manifestatisi, con azione tempestiva e corretta, che ha consentito fra l’altro notevole risparmio di denaro pubblico rispetto agli oneri preventivati.
Ecco perché un gruppo di uomini di cultura, fiorentini di nascita o di adozione che amano la nostra città e quanti operano nell’interesse e nella tutela del suo patrimonio, hanno sentito il dovere di mobilitarsi per sottoscrivere un appello al Presidente della Repubblica. Un appello che rinnova piena stima e fiducia a Giovanni Pallanti, condividendo la posizione a lui favorevole espressa dal Procuratore Generale della Cassazione in occasione del ricorso presso la suprema Corte. Un appello che resta aperto a quanti desiderano aderire.
Competenza e onestà degli amministratori, tempestività degli interventi, gestione oculata del denaro pubblico: sono i requisiti richiesti a chi opera nel nostro come in ogni altro paese; chi ad essi si ispira merita gratitudine.
A proposito di San Miniato e di problemi concreti: mentre folle di turisti voltano le spalle alla Chiesa per fotografare Firenze e i suoi capolavori i monaci (firmatari del nostro appello) sono impegnati nella ricerca di finanziamenti per rifare il tetto del convento dal momento che ci piove dentro. Una preoccupazione che dovrebbe coinvolgerci tutti.
Ecco il testo del manifesto. Ci sono già 28 firme
Al Signor presidente della Repubblica,
primo Magistrato della Repubblica
Noi sottoscritti esprimiamo amarezza per la sentenza della Corte di Cassazione – Terza Sezione Civile che ha confermato la condanna di Giovanni Pallanti al pagamento dei danni morali nei confronti di chi si è ritenuto «diffamato» per le vicende connesse ai lavori di consolidamento della collina di San Miniato sopra Firenze.
E' noto, invece, che Giovanni Pallanti, quando agli inizi degli anni Novanta ricopriva l'incarico di assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Firenze, con la sua opera tempestiva ed efficace, riuscì ad evitare una colossale perdita di denaro pubblico.
Ricordiamo, inoltre, che il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, che è parte pubblica ed interviene , aveva chiesto l'accoglimento del ricorso di Pallanti condividendolo pienamente.
Nell'esprimere di nuovo la solidarietà a Giovanni Pallanti, Le chiediamo, Signor Presidente, il suo Suo interessamento affinchè sia fatta salva la Giustizia per chi ha tutelato il bene comune.
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FIRME GIA' REGISTRATE
Augusto MARINELLI – Magnifico rettore Università di Firenze
Cosimo CECCUTI - Docente Università di Firenze e presidente della Fondazione Giovanni Spadolini
Sandro ROGARI - Pro rettore Università di Firenze
Pierluigi BALLINI – Università di Firenze
Zeffiro CIUFFOLETTI – Università di Firenze
Francesco GURRIERI - già preside della facoltà di architettura
Gianni GALLI – docente di diritto dell'economia all'Università
Paolo BLASI - Già rettore Università di Firenze
Abate Michell John ZIELINSKI - Vice presidente della Pontificia Commissione Beni Culturali della Chiesa – Città del Vaticano
Padre Francesco Maria BERNARDO GIANNI - Monaco Benedettino Olivetano dell'Abbazia di San Miniato al Monte
Giovanni GENTILE - Editore e presidente di Confindustria
Federico Maria SARDELLI – Direttore d'orchestra
Sergio Emilio SCATIZZI – Pittore e poeta
Piero VIGNOZZI – Pittore
Massimo GIANNONI - Pittore
Giovanni PRATESI - Antiquario in Firenze e segretario generale della Biennale dell'Antiquariato di Firenze
Mario FALLANI - Pittore
Ugo BARLOZZETTI – Storico militare
Giannozzo PUCCI di BARSENTO – Editore
Renato RANALDI – Scultore
Don Gianfranco ROLFI – Priore di San Felice in piazza -
Giovanni CONTI – Antiquario in Firenze
Monsignor ANDREA DRIGANI – Vicario Giudiziale dell'Arcidiocesi e ordinario di Diritto Canonico alla Facoltà Teologica
Alberto MIGONE – Direttore del settimanale Toscana Oggi
Franco CAMARLINGHI – Già assessore alla Cultura del Comune di Firenze e alla Regione Toscana
Valdo SPINI – Docente all'Università degli studi di Firenze
Don Giovanni ALPIGIANO – Priore dei Santi Vito e Modesto a Bellosguardo
Don LEONARDO SALUTATI – Professore di Morale Sociale alla Facoltà teologica
Monsignor Fabrizio PORCINAI – Vicario episcopale per l'economia dell'Arcidiocesi di Firenze
Nino FILASTO’ - avvocato e scrittore
Andrà in scena fino a sabato 7 giugno al Teatro Goldoni, 'Phaedra' di Hans Werner Henze, in prima italiana nell'ambito del Maggio Musicale Fiorentino. L'opera ha debuttato a Berlino nel 2007