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SAN CASCIANO

La falce di luna di Mauro Staccioli

Una falce lunare in mezzo al Chianti e un tripode da strada al centro di una rotatoria. Sono le due ultime opere di Mauro Staccioli  installate nel comune di San Ciasciano, a due passi da Firenze.

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staccioli SAN CASCIANO _ Un tripode ‘da strada’ collocato al centro di una rotatoria e una falce lunare sospesa tra cielo e terra, immersa nella campagna chiantigiana. Questi i giganti in acciaio corten, macrosegni nello spazio di Mauro Staccioli, realizzati per il territorio di San Casciano val di Pesa a pochi passi da Firenze. Due opere d’arte contemporanea di dimensioni monumentali (le altezze variano dai 15 ai 30 metri di altezza) che lo scultore di Volterra, eletto a “Genio Fiorentino” nell’ambito della quarta edizione della manifestazione provinciale appena conclusa, ha impresso in due diverse aree del territorio sancascianese: una rotonda all’ingresso nord di San Casciano (la prima per chi arriva da Firenze) e una porzione di aperta campagna, situata ai confini con Greve in Chianti, dove è situato l’osservatorio astronomico Torre di Luciana. staccioli2
<Come per tutte le mie opere – spiega Mauro Staccioli - con le quali, dalla fine degli anni ’60, porto avanti un percorso di ricerca verso la scultura-segno in stretta correlazione con lo spazio, anche per i due lavori di San Casciano ho cercato di cogliere il luogo ed il suo tempo, così come la gente con le sue storie, segni in grado di dar senso e forza ai siti scelti per i miei interventi. Nel caso della rotatoria, la forma del tripode è nata dai ricordi di un ragazzo come me che, insieme ai propri familiari, conduceva una vita semplice, scandita dai ritmi della vita contadina, ricordi che poi hanno generato segni peculiari del paesaggio>.
mauro Il tripode, tre steli in acciaio corten (alti 15 metri) di grande impatto visivo situati al centro della rotonda posta all’ingresso nord della città, é completata da una serie di piante (aceri, ulivi e salici), tracce proprie della storia del territorio toscano. San Casciano 2007 diventa metafora di un segno peculiare del paesaggio, quell’intreccio di canne che sostiene viti e piante permettendo loro di crescere. Dalla relazione tra il segno artistico e il luogo deputato ad accoglierlo nasce questa opera, pensata per un’area strategica del tessuto urbano, il punto di accesso al territorio chiantigiano. Staccioli rievoca una porzione della campagna, affermando lo stretto legame che intercorre tra il territorio e la sua gente, realizzando così un anello di congiunzione tra arte e storia. Realizzata dalla ditta “Poli Meccanica”, l’opera è stata cofinanziata da Cna – Firenze. <Nella soluzione che ho progettato ho tenuto conto degli aspetti propri di un'isola - spiega ancora Staccioli -, essendo appunto la rotatoria uno spazio funzionale atto a favorire la scorrevolezza del traffico, limitando il contatto esperienziale con la gente alla lettura condizionata delle auto in velocità. Rotatoria concepita quindi in tutta la sua praticità, non semplicemente come isola verde o giardino, ma in tutta la sua valenza funzionale. L'intera rotatoria si configura come cellula territoriale in cui ancora una volta, richiamo metaforicamente l'essenza del territorio toscano>. L'area ellittica della rotatoria è sottolineata infatti da un filare di viti e punteggiata da aceri e salici, mentre l'area interna è piantumata di ulivi. L'insieme vuole quindi essere dichiaratamente il segno di una territorialità che ha fatto della misura e dell'organizzazione della natura un'opera straordinaria ammirata dal mondo intero.
La seconda opera, immersa nella macchia boschiva di Luciana, area paesaggistica tra le più incantevoli del Chianti, è frutto dell’intervento di rifacimento di “Luciana, 1992”. A distanza di oltre quindici anni l’installazione, realizzata originariamente in cemento armato, è stata ricostruita nelle medesime dimensioni in acciaio corten. L’intervento è incastonato nello spazio naturale di Luciana (ai confini con il Comune di Greve in Chianti) e impreziosisce il parco che circonda l’antica struttura medievale, oggi utilizzata come osservatorio astronomico dall’Università di Siena. La nuova realizzazione Luciana 2008 è stata eseguita dalla ditta “Levorato e Menti”, finanziata dallo stesso artista con il sostegno della Galleria Fioretto Arte Contemporanea di Padova.

Mauro Staccioli, attivo a Milano dalla fine degli anni Sessanta, è attualmente tra gli scultori italiani un protagonista di grande rilievo internazionale. Artista motivato dall’impegno sociale e politico, ha maturato la sua opera riflettendo sul rapporto con la nuova dimensione urbana della vita contemporanea, portandolo agli esiti attuali di lettura del luogo, per farlo proprio, “…non più contenitore, ma elemento strutturale del nuovo contenuto…”.

 

 


 










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