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SANGUE SULLE STRADE

Scontro frontale, tre morti: due carabinieri
e una donna incinta, grave il fidanzato

Tremendo frontale, tre morti nella notte. L’incidente nel Mugello Vittime due carabinieri e una donna incinta, gravissimo un uomo. Forse un istrice la causa dello scontro. Ma l'auto dell'Arma andava velocissima

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Incidente San Piero a  Sieve (Firenze) — Strada provinciale 129, comune di San Piero a Sieve, nel cuore del Mugello. Sono quasi le 4 del mattino. Una Fiat Stilo dei carabinieri piomba come un proiettile su una Peugeot 206.

 

E’ una strage. Pasquale Cantice, 23 anni, nato a Napoli, e Domenico Abramo, 27 anni, originario di Reggio Calabria, entrambi carabinieri in servizio a Scarperia, muoiono sul colpo. Cristiano Ulivi, 36 anni, nato a Borgo San Lorenzo, lotta ancora tra la vita e la morte all’ospedale fiorentino di Careggi con il bacino, i femori e lo sterno fratturati. La fidanzata Marzia Botazzoli, 40 anni, incinta, residente a Luco del Mugello, muore mentre stanno arrivando i soccorsi.

 

 

La lancetta del tachimetro della Fiat Stilo è rimasta bloccata sui 190 chilometri orari. Nessuno, a quanto pare, indossava le cinture di sicurezza. "Ho visto la Fiat dei carabinieri che piombava di traverso sulla Peugeot", ha detto l’unico testimone dell’incidente, un camionista appena sorpassato dalla '206' dei fidanzati mugellani. "Gli stop della Peugeot non si sono accesi, forse quei ragazzi non hanno fatto neppure in tempo a frenare".

 

Sull’asfalto, all’altezza del chilometro 2, i segni della tragedia. Il sangue, la benzina, l’odore di bruciato. Le gomme della Fiat dei carabinieri, diretta verso Scarperia, hanno lasciato una striscia lunga quasi trecento metri. L’auto, andata in testa coda al termine di una curva molto ampia, ha proseguito di traverso fino a scontrarsi con la Peugeot. Poi, il buio.

 

L’allarme è stato lanciato dal camionista che viaggiava dietro la '206' e che ha assistito impotente alla tragedia. Pochi minuti dopo, sul posto, è giunto anche un carabiniere del radiomobile di Borgo San Lorenzo, che era stato accompagnato dai due colleghi in località Cavallina, per prelevare una «206» sequestrata a un rapinatore.

 

E proprio dall’arresto di un barberinese è partita quella serie di tragiche coincidenze che ha portato all’incidente. Tutto ha inizio alle 2, quando due uomini scippano una prostituta rumena a Calenzano. La ragazza cade a terra, ma ha la prontezza di riflessi di annotare i numeri di targa dell’auto dei rapinatori. E’ una Peugeot «206». I carabinieri, allertati dalla stessa prostituta, diramano le ricerche della vettura. Dai controlli emerge che l’utilitaria è intestata ad un uomo residente a Barberino del Mugello. Viene avvertito anche il nucleo radiomobile della Compagnia di Borgo San Lorenzo.

 

Una pattuglia si ferma in località Cavallina. E’ la scelta giusta. Alle 2.40 i militari notano una Peugeot che procede a fari spenti. La fermano, è proprio l’auto che cercavano. All’interno ci sono ancora gli effetti personali della prostituta scippata. Il rapinatore ammette. Collabora, indica la residenza dell’amico che si trovava in auto con lui e accompagna i militari a casa del complice.

 

La '206' dell’arrestato viene lasciata sul posto. E’ a questo punto che entrano in scena Pasquale Cantice e Domenico Abramo. I due carabinieri, di pattuglia nella zona di Scarperia, vengono fatti convergere a Barberino per aiutare i colleghi che stanno procedendo con l’arresto.

 

L’auto del Radiomobile carica i rapinatori e si dirige verso la caserma di Borgo San Lorenzo. Loro, i due carabinieri di Scarperia, vanno a prendere la '206' parcheggiata a Cavallina in compagnia di un terzo militare. Niente di strano, tutto nella norma. Cantice e Abramo lasciano il collega sul posto, invertono la marcia e fanno ritorno verso la caserma di Scarperia. Poco più in là, al termine di una semicurva, il tragico incidente.

 

In base ai rilievi della polizia stradale di Firenze, la 'Stilo' dell’Arma procedeva a velocità molto elevata. Il conducente avrebbe perso improvvisamente il controllo per cause che non sono state ancora accertate con esattezza. I carabinieri del comando provinciale spiegano che l’auto ha urtato un istrice, un’ipotesi che potrebbe essere confermata da un pezzo di paraurti ritrovato alla fine della curva. I due giovani militari avrebbero scartato improvvisamente sulla sinistra per evitare l’animale. Poi, con l’auto fuori controllo, avrebbero controsterzato mettendosi di traverso sulla carreggiata e proseguendo la corsa per almeno altri 200 metri.

 

Il resto è stato ricostruito dal camionista che ha assistito allo scontro. Il pm Fedele La Terza ha ordinato l’esame esterno sulle salme delle tre vittime. Questa mattina, alle 11, nella chiesta dei Santissimi Jacopo e Filippo di Scarperia, alla presenza delle Istituzioni civili e militari, si svolgeranno i funerali dei due carabinieri. I familiari sono arrivati ieri sera da Napoli e da Reggio Calabria. I Comuni di Borgo San Lorenzo e Scarperia hanno proclamato il lutto cittadino.

Gigi Paoli e Cosimo Zetti

 

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