Fiorino d'oro al Conte Pieralvise Serego Alighieri, discendente del sommo poeta. Una proposta dei consiglieri Bosi e Pieri per restituire onore e piena dignità a Dante. Oltre al fiorino, i due consiglieri invitano il sindaco Domenici "a revocare formalmente, nel corso della cerimonia, il bando di esilio del Sommo Poeta"
Firenze, 23 maggio 2008 - I consiglieri comunali Enrico Bosi e Massimo Pieri hanno presentato una proposta per consegnare un fiorino d'Oro al Conte Pieralvise Serego Alighieri, discendente del 'Sommo Poeta Dante Alighieri'. Un segno di riconoscimento che 'ponga la città in pace' con la giusa valorizzazione del poeta, da Firenze caccaito e morto a Ravenna.
"Nel 1302 - scrivono i due esponenti del centrodestra - il 'Sommo Poeta' Dante Alighieri è stato bandito da Firenze senza potervi più fare ritorno, morendo a Ravenna nel 1321. Il bando dell'esilio non è mai stato revocato, né si sono intraprese iniziative per la piena riabilitazione del grande poeta, fatta eccezione per il 'processo di Dante' nella basilica di San Francesco ad Arezzo in occasione dell'ottavo centenario della nascita".
"I figli di Dante Alighieri - si ricorda nella mozione - si stabilirono a Verona continuando la sua discendenza fino all'attuale conte Pieralvise Serego Alighieri, figlio del conte Dante, fiorentino per tradizione dinastica e per parte materna, contessa Giovanna Carrega Bertolini, attento cultore e custode delle tradizioni dantesche, presidente ed esponente di varie società dantesche ed apprezzato imprenditore".
Secondo Bosi e Pieri "la città di Firenze, mostrandosi finalmente riconoscente verso il suo illustre concittadino, deve adoperarsi per la completa riabilitazione di Dante Alighieri anche attraverso il compimento di un gesto che renda il dovuto onore al Sommo Poeta e gli restituisca la piena dignità ed il rango di fiorentino eccellente". Per questo invitano il sindaco, oltre a conferire al conte Pieralvise Serego Alighieri, discendente di Dante Alighieri, il Fiorino d'Oro, "a revocare formalmente, nel corso della cerimonia di conferimento, il bando di esilio del Sommo Poeta" ed "a coinvolgere nell'iniziativa anche le città di Verona e di Ravenna, concordando con esse la realizzazione di eventi comuni finalizzati alla pubblica riabilitazione di Dante Alighieri ed alla celebrazione della sua grandezza".
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