Il presidente della Provincia, Matteo Renzi annuncia che "manca solo la firma dl contratto, poi partirà il concorso per il progetto". Nei 15mila quadrati del complesso troveranno posto il liceo Alberti, campi sportivi e laboratori. Ma anche una foresteria per gli artisti e un auditorium da 250 posti e la nuova casa di Pinocchio
Firenze, 21 maggio 2008 - Il primo passaggio obbligato per cominciare a parlare del nuovo progetto per il complesso di Sant’Orsola è fare chiarezza sul protocollo d’intesa firmato con il Demanio. Il presidente della Provincia, Matteo Renzi, lo sa bene. E perché la Provincia possa diventare a tutti gli effetti proprietaria di quei 15mila metri quadrati, finora ‘persi’ nel cuore di San Lorenzo, manca ancora una firma. Quella sul contratto. Così mette le mani avanti e spiega: "Viaggiamo con un ritardo di tre mesi, ma sono lieto di poter annunciare che abbiamo la versione definitiva del contratto che contiene le percentuali di proprietà della Fortezza da Basso: il 10,13% apparterrà alla Regione, il 41,43% alla Provincia e il 48,44% al Comune. Ora si tratta solo di andare da un notaio, spero entro il mese di giugno".
E’ questo il primo vero atto per la rinascita di Sant’Orsola, cioè dell’intero isolato compreso fra via Guelfa, via Panicale, via Sant’Orsola e via Tedalda. Dentro troveranno posto il Liceo artistico Leon Battista Alberti, una banca, un ufficio postale, un posto di polizia, ma anche un centro fitness, un campo di basket e un wellness culturale. Uno spazio dedicato allo 'star bene' - ha spiegato Renzi - inteso non soltanto in senso fisico. Un posto dove arte e cultura e conoscenza e sperimentazione possano essere coniugati per tutti.
"Il concorso internazionale per il progetto - ha spiegato Renzi - partirà un minuto dopo la firma del contratto". E ha aggiunto: "Nel bilancio 2008 abbiamo già previsto un milione di euro. Entro il mese di ottobre chiuderemo il concorso. E alla fine di novembre, metteremo tutti i progetti presentati, compreso quello vincitore, sotto l’albero di Natale, che tradizionalmente accendiamo il 23 o il 24 novembre. Contiamo di dare il via alla progettazione esecutiva nel gennaio 2009. La completeremo in sei mesi. Entro tre anni contiamo di finire i lavori". Scherzando ma non troppo, conclude: "Quella che stiamo varando è davvero un’operazione di sinistra. Sono fatti. Non promesse". Le indicazioni che saranno fornite ai progettisti sono quelle che la gente del quartiere ha suggerito e richiesto nella campagna di ascolto che si è aperta a settembre 2007. Ed ecco i risultati: il primo intento è quello di inserire al primo e al secondo piano dell’ex convento una scuola: il liceo artistico Alberti che da anni è in attesa di una sede.
Al piano seminterrato il 'documento preliminare alla progettazione' prevede invece la realizzazione di un campo polivalente e di un centro fitness a servizio della scuola del quartiere. E’ anche previsto l’inserimento di un campo regolamentare di basket. Qualche dubbio c’è semmai sull’utilizzo del terzo piano seminterrato, spesso allagato, sul quale i tecnici stanno facendo ulteriori verifiche. Al piano terra è stato previsto un presidio di pubblica sicurezza richiesto dai cittadini. Sono poi previsti spazi per l’infanzia sia all’interno sia all’esterno nel chiosco del convento o ex Corte degli Speziali. Secondo il Piano strutturale del Comune, nel centro storico vi è una carenza di attrezzature di interesse comune di circa 60.000 metri quadrati: il progetto di Sant’Orsola è una prima risposta. Infine, al terzo piano ci sarà il 'Wellness culturale' ovvero una agorà dello spirito dove l’esercizio non sarà necessariamente fisico ma finalizzato anche al riposo della mente: una veduta sulla città, un itinerario trasparente che colleghi nodi a decisa componente artistica, spazi espositivi, atelier e laboratori.
Nel progetto è stato inserito anche uno spazio per la sperimentazione artistica dove sarà possibile esporre opere d’arte, ma anche realizzarle e vivere a contatto con l’arte. Quindi non solo spazi creativi ed espositivi ma anche una ‘foresteria degli artisti’. Negli spazi a piano terra non poteva mancare un auditorium di circa 250 posti, vicino a quest’ultimo e ai piani sovrastanti sono stati inseriti altri spazi espositivi. L’ultima chicca riguarda una delle tre piazze aperte alla città: qui ritroverà casa una delle matrici culturali del quartiere: Pinocchio. Carlo Lorenzini, in arte Collodi, è nato proprio in Via Taddea.
Paola Fichera
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