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TORINO-FIORENTINA/IL PUNTO DI MARCELLO MANCINI

Le cinque eccellenze da difendere

Dovevate esserci allo stadio. E forse molti di voi c’erano, perchè eravamo tanti: il popolo viola riunito per abbracciare la Fiorentina. Per dirle - per dirsi - che è andata come doveva andare... Il punto di Marcello Mancini, caporedattore de 'La Nazione'

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Firenze: Marcello Mancini, caporedattore de 'La Nazione' Firenze, 19 maggio 2008 - Dovevate esserci, ieri sera allo stadio. E forse molti di voi c’erano, perchè eravamo tanti: il popolo viola riunito per abbracciare la Fiorentina. Per dirle - per dirsi - che è andata come doveva andare. Che sarebbe stato assurdo il contrario e che ora ci aspetta la Champions. C’era voglia di festeggiare un grande campionato, una stagione straordinaria (e nel bilancio mettiamo le soddisfazioni della coppa Uefa) che ha restituito alla squadra e alla città le amarezze degli anni scorsi: sportivamente eroici eppure penalizzati da eventi extracalcistici mai chiariti fino in fondo ma da noi ritenuti ingiusti.

 

Bisogna stringerci - come Firenze ha fatto ieri sera e per tutta la notte - intorno alla società, all’universo viola, difenderlo dalle malelingue e dalle invidie che genera il mondo del calcio, soprattutto quello alimentato dai grandi interessi delle piazze di potere del pallone. Il ’progetto’ va riparato in cassaforte perché è destinato a crescere e nessuno, anche i fiorentini più critici (siamo fatti così, che possiamo farci?), può mettere in discussione il lavoro di questo gruppo. Che ha cinque eccellenze intorno alle quali piantare il filo spinato. Le citiamo in ordine sparso, così che ciascuno possa attribuirgli la valenza che crede: la società e il presidente Andrea Della Valle, Pantaleo Corvino, Cesare Prandelli, la squadra, i tifosi. E’ un patrimonio non casuale, costruito sulle macerie, che la città si trova a gestire e che ha il dovere di non disperdere.

 

La champions impone nuovi impegni: per la società - va da sè - ma anche per Firenze, che entra nel club della Grande Europa del pallone. Tutto compreso. Ci mettiamo l’aeroporto e i servizi di accoglienza per le comitive - non sempre pacifiche - dei tifosi avversari, che per una città turistica come la nostra dovrebbero essere scontati ma non è così. Il vecchio continente si prepara a regalare nuove emozioni al popolo viola, nove anni dopo l’ultima volta e una serie di antipatiche disavventure che non ci piace ricordare. Nella notte di sogno del Franchi, si illumina una magnifica certezza: la Champions oggi non ce la toglie nessuno. La forza della Fiorentina - come quella della città - deve diventare finalmente la fiducia nel futuro e in un’idea di calcio che funziona. Un marchio di maturità che accompagni Firenze verso traguardi importanti da raggiungere.

Marcello Mancini

 

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