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La LAV ha salvato migliaia di animali

Due importanti vittorie della LAV in Toscana, in favore di migliaia di animali vittime di provvedimenti illegittimi e ingiusti

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volpe Firenze, 16 maggio 2008 -Due importanti vittorie della LAV in Toscana, in favore di migliaia di animali vittime di provvedimenti illegittimi e ingiusti: il TAR di Firenze, fa sapere la LAV,   ha sospeso una disposizione della Provincia di Siena che avrebbe comportato l’uccisione di più di un migliaio di volpi. A Incisa Val d’Arno (Firenze), invece, il sindaco ha auto-sospeso una propria ordinanza di abbattimento di piccioni all’interno di un’azienda agricola, in seguito ad una diffida presentata dalla LAV.

 

“Siamo molto felici per questi due recenti risultati raggiunti – commenta soddisfatto Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia-fauna selvatica della LAV – il nostro puntuale intervento ha concretamente salvato la vita a migliaia di animali!”

 

La Provincia di Siena aveva disposto l’abbattimento delle volpi, fino a tutto il mese di gennaio 2009, accampando la motivazione della ricerca di “un riequilibrio della popolazione del predatore”, motivazione non condivisa dai magistrati della seconda sezione del TAR di Firenze che ha accettato le censure proposte dalla LAV.

 

Come risaputo, sottolinea la LAV, prede e predatori sono sempre e comunque in perfetto equilibrio sul territorio che li ospita. Nonostante questa evidenza, il provvedimento censurato dal TAR dichiarava esplicitamene di tendere ad “una corretta gestione della fauna selvatica nobile stanziale” sottintendendo di voler tutelare gli interessi dei cacciatori nei confronti di lepri e fagiani minacciati dalla presenza delle volpi.

 

Già a fine marzo scorso il TAR di Firenze, anche in quell’occasione su azione proposta dall’Ufficio legale della LAV, aveva sospeso un altro atto che disponeva l’abbattimento dei caprioli nelle zone dove vige il divieto di caccia in provincia di Siena. Il comportamento del Servizio Risorse Faunistiche dell'Amministrazione provinciale di Siena, reiteratamente censurato dal TAR, sottolinea la LAV, induce perciò a sospettare che non sia sufficientemente chiaro il concetto che lo Stato italiano delega regioni e province a tutelare la fauna selvatica nell’interesse di tutti i cittadini, e non per consentire ai cacciatori di sfogare i loro peggiori istinti, uccidendo quanti più animali possibile.

 

Anche la provincia di Firenze non si è sottratta alle azioni della LAV in tutela degli animali: il Comune di Incisa Val d’Arno, dopo aver pubblicato un’ordinanza che disponeva l’abbattimento di piccioni all’interno di un’azienda agricola, ad opera dei cacciatori, si è visto costretto ad auto-sospenderla. E’ stato sufficiente l’invio di un atto formale di diffida da parte dell’Ufficio legale della LAV, perché il sindaco prendesse atto delle gravi illegittimità contenute nell’atto amministrativo e ne disponesse quindi la sospensione.

 

“Invitiamo queste amministrazioni ad un maggiore rispetto delle norme a tutela degli animali – conclude Vitturi – nell’interesse degli animali stessi e dei cittadini”.

 

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