Allarme morbillo, nuova epidemia con 160 pazienti. Cinque anni fa l’ultima fase critica. A riportare il virus in circolo un giovane infettato in Svizzera. Il veicolo delle gite scolastiche
Firenze, 13 maggio 2008 -L’epidemia di morbillo è arrivata anche a Firenze. O meglio, è tornata dopo gli anni del boom della malattia, esplosa con un grande numero di contagi prima nel 1992, poi dal 1995 al 1997 e, infine, nell’ultimo biennio critico 2002-2003.
Fu proprio l’ultimo esteso contagio che fece correre ai ripari la Toscana, prima fra le regioni italiane, con la determinazione di un piano di eliminazione del morbillo fondato su una straordinaria campagna gratuita di vaccinazione trivalente (ossia valida per morbillo, rosolia congenita e parotite).
Una vaccinazione rivolta a tutti i nuovi nati da rinnovare al compimento del sesto anno di età. Poi estesa a tutti coloro che in gergo sanitario vengono definiti soggetti suscettibili, al più giovani adulti che non sono mai stati vaccinati e che non hanno mai avuto il morbillo.
Parlando in numeri, tanto per farsi un’idea delle proporzioni del fenomeno in corso, se nel 2006, in città, si sono ammalate di morbillo cinque persone e lo scorso anno sette sono rimaste in quarantena, tra febbraio e maggio del 2008 i soggetti colpiti dal virus sono già 80 entro i confini comunali e 160 in tutta provincia, Empoli esclusa. Tra l’altro non è neppure facile quantificare esattamente il numero dei casi per la mancata denuncia da parte dei medici di famiglia alle autorità sanitarie. Le cifre balzano comunque agli occhi.
A riportare in circolo il virus in Toscana, un primo caso, segnalato a Firenze alla metà di febbraio; fratello minore dell’epidemia tuttora in corso in Piemonte che è stata generata da un giovane infettato in Svizzera, alla fine dello scorso dicembre. Le gite scolastiche sono solo uno dei tanti veicoli privilegiati per l’importazione del virus.
Nel Nord e nell’Est d’Europa, la malattia è infatti tuttora molto diffusa.
A differenza dell’Italia, dove proprio la scarsa incidenza del virus negli ultimi anni ha suscitato l’abbassamento della soglia di attenzione sia nei medici, sia nei pazienti. Una distrazione da non concedersi.
"Quando il manifestarsi di una malattia diventa meno frequente — spiega Maria Grazia Santini, direttore dell’unità funzionale di Salute e igiene pubblica dell’Asl 10 — c’è il serio rischio che non venga riconosciuta, che sia scambiata per un’altra manifestazione e conseguentemente che la diagnosi iniziale venga sbagliata oppure fatta con ritardo, dando così luogo al contagio e all’esplosione della malattia nel soggetto".
Già, perché i tempi, nel riconoscimento del virus, sono fondamentali per intervenire sull’ammalato e sulle persone che gli sono state vicine, dato che il morbo si trasmette abbastanza facilmente: bastano uno starnuto o un colpo di tosse. "Se entro 72 ore riusciamo a vaccinare i familiari e tutte le persone che sono state a più stretto contatto con l’ammalato, possiamo limitare il femomeno del contagio", spiega Santini. Contagio che, nel caso del morbillo, ha un elevato potenziale. Da un soggetto colpito se ne possono infettare quindici.
Ecco come è scoppiata l’ultima epidemia all’università. Lo studente è un ventunenne fiorentino che si è ammalato nella prima metà di febbraio, facendo circolare il virus nelle varie aule dell’ateneo. Lo stesso è successo alle scuole superiori dove tre ragazzi si sono contagiati a vicenda, trasmettendo il virus poi anche agli altri.
La soglia di attenzione nei confronti della malattia e l’estensione delle vaccinazioni sono fondamentali per ridurre i pericoli delle complicanze che insorgono: la polmonite, con un’incidenza del 6-7%, ma soprattutto per evitare le encefaliti che colpiscono un paziente di morbillo su mille, ma che possono avere conseguenze ben più gravi, anche mortali.
Nel nuovo calendario, varato il 27 dicembre scorso dalla Regione, il vaccino trivalente, ovvero l’Mpr (morbillo, parotite, rosolia), che non è obbligatorio, viene suggerito e offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati (con richiamo al sesto anno d’età), e a tutti i non vaccinati, anche adulti.
Alle bambine che fanno il vaccino al dodicesimo anno di età, viene fatto anche quello contro la varicella e, in ogni caso, dal prossimo luglio sarà disponibile il tetravalente, ovvero contro morbillo, rosolia, parotite e varicella. Maria Grazia Santini sollecita l’attenzione sul boom di varicella e rosolia che 'rappresentano un grave pericolo se si manifestano durante la gravidanza'. Il motto dell’ufficio di igiene e sanità pubblica: vaccinarsi subito, alla prima occasione utile.
Ilaria Ulivelli
Al Variety, va in scena la prima del film di Sergio Rubini 'Colpo d'occhio'. L'appuntamento è per giovedì, alle 22,45. Saranno presenti gli attori Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini. La prevendita per la serata (biglietto 7.50 euro) è aperta alla cassa del cinema