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ALLA STAZIONE LEOPOLDA

Giovanni e la passione dei trenini
A 83 anni è l'anima del Museo delle Ferrovie

Giovanni Mirolla ha 83 anni, è nato a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli, ma è diventato fiorentino per amore dei trenini. Sa tutto di vagoni e rotaie, sia da un punto di vista storico che di dettagli tecnici. I treni li riproduce in scala 1:20, creandoli da materiali di scarto
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Firenze, Stazione Leopolda-Giovanni Mirolla realizza trenini Firenze, 3 maggio 2008 - Un trenino corre sulle rotaie della fantasia di tanti bambini. E c’è chi, ormai grande, coltiva questa passione, anzi, ne realizza una forma d’arte fatta di attenzione per i dettagli, capacità di vedere in un materiale di scarto un oggetto utile e tanta, tanta pazienza. Se poi l’arte diventa cultura, allora anche un trenino da giocattolo da appassionati diventa un mezzo di trasporto per la storia. Giovanni Mirolla (nella foto) ha 83 anni, è nato a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli, ma è diventato fiorentino per amore dei trenini.

 

"Sono un ferroviere mancato" racconta. È cresciuto sui treni con il padre Enrico, dipendente delle ferrovie. Ha fatto due concorsi per entrare a lavorare sui treni, ma poi ha optato per la Società meridionale elettricità di Napoli e, per professione, si è trasferito prima in Puglia, poi a Roma dove ha creato e vive la sua famiglia. Una volta in pensione, ha deciso di dedicarsi alla sua giovanile passione per i treni: a Settebagni gli hanno permesso di creare modellini perfetti in una sala di prima classe disabilitata al servizio viaggiatori. Qui è stato ‘notato’ da un dirigente delle Ferrovie che lo ha chiamato a Firenze a realizzare, insieme a tanti volontari appassionati come lui, il museo dell’oggettistica ferroviaria e del ferromodellismo. La passione dei trenini ha portato Giovanni a decidere di prendere casa e residenza a Firenze, allontanarsi per qualche giorno alla settimana dalla moglie Giuliana, dai due figli e dall’adorato nipote Dylan, sei anni e già un piccolo genio del pianoforte. Qui a Firenze, dietro la stazione Leopolda, nel museo delle ferrovie, Giovanni lavora molte ore al giorno.

 

"Pochi fiorentini sanno che la prima stazione della loro città era la Maria Antonia, nell’allora piazza della ferrovia, ora Santa Maria Novella". Giovanni racconta, narra le storie dei treni ai 4000 bambini che ogni anno visitano il museo. Sa tutto di vagoni e rotaie, sia da un punto di vista storico, che di dettagli tecnici. Perché lui i treni li studia, li osserva e poi li riproduce in scala 1:20, perfetti, uguali agli originali, perfettamente funzionanti. Li crea da materiali di scarto, riesce a vedere in ogni oggetto qualcosa da riutilizzare per i suoi treni. Un tappo di omogeneizzato diventa una ruota, la perla di una collana rotta un lampione della stazione.

 

Giovanni ha realizzato un Pendolino 460, esattamente un ventesimo di dimensione rispetto all’originale, tutto in legno compensato e ferro. Per farlo ha viaggiato molto sul treno, ha osservato tutti i dettagli, ha parlato con il capotreno e i macchinisti, si è fatto regalare copia degli schemi originali. E il trenino corre sulle rotaie nel soppalco del museo dell’oggettistica ferroviaria della Leopolda. A casa Giovanni ha la sua riproduzione di un locomotore F126 a trazione elettrica alimentato con tensione a 12 volt e un 656, il cosiddetto ‘Caimano’, tutto in ottone. "Ma li tengo in una scatola perché secondo mia moglie fanno polvere". Ora Giovanni sta lavorando a un treno dalle ‘cento porte’, degli anni, realizzato per facilitare l’afflusso e il deflusso veloci dei viaggiatori: ogni scompartimento aveva la sua porta a destra e a sinistra, con grande fatica per gli addetti alla chiusura degli sportelli. Nel museo il signor Giovanni ha anche le sedie originali del treno che sta realizzando.

 

Contemporaneamente lavora alla locomotiva 940 a vapore, del 1920 circa, di cui ha proprio all’ingresso del museo un esemplare originale, che prestava servizio sulla Faentina. E poi ha un sogno: scrivere un libro di storia dei vagoni e delle locomotive ferroviarie, dove inserire anche qualche aneddoto delle tante persone che ha incontrato nei suoi viaggi e nella sua passione per i treni, i trenini e il mondo delle ferrovie.

Manuela Plastina

 

LA FOTO DEL GIORNO

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La bacchetta di Metha
dirige la solidarietà

Il maestro Zubin Metha (nella foto), insieme alla tromba solista Andrea dell'Ira e ai 'Solisti Fiorentini', si esibirà lunedì 5 maggio alle ore 20,30 nella basilica di Santo Spirito. Il concerto, a favore della Fondazione Italiana leniterapia, prevede musiche di Haydn