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GUARDIA DI FINANZA

Frode telematica ai danni di Telecom
Sequestrata la sede di una società

Diciotto mesi di indagini della Guardia di Finanza di Napoli, della polizia postale e della Questura di Firenze hanno portato alla scoperta di una frode telematica ai danni di Tim-Telecom per oltre cinquanta milioni di euro con l'abusiva ricarica di 35mila schede telefoniche. A Firenze sequestrata la sede di una società in via Empoli
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Guardia di finanza Firenze, 21 aprile 2008  - Diciotto mesi di indagini della Guardia di Finanza di Napoli, della polizia postale e della Questura di  Firenze hanno portato alla scoperta di una frode telematica ai danni di Tim-Telecom per oltre cinquanta milioni di euro con  l'abusiva ricarica di 35mila schede telefoniche grazie ad un'organizzazione che coinvolgeva dipendenti della ditta di pulizia  incaricata del servizio negli uffici Telecom Centro Direzionale in contatto con esponenti della camorra.

 


In tutta Italia l'inchiesta ha portato a 150 perquisizioni e, oltre agli otto arrestati, 29 sono gli indagati per i reati di associazione a delinquere, ricettazione, riciclaggio, accesso abusivo ai sistemi informatici, truffa aggravata.

 

Sarebbero coinvolte alcune società con sede in  Toscana. A Firenze la squadra mobile della questura ha sequestrato la sede di una società in via Empoli. Accertamenti anche a Campi Bisenzio su un'altra azienda che fornisce servizi telefonici.


A Pisa e ad Arezzo controlli da parte della polizia postale su analoghe società ritenute dagli  investigatori collegate con il meccanismo su cui indaga la procura di Napoli. Gli accertamenti in Toscana sono relativi alla fornitura di servizi telefonici sui numeri 899.

 

Compare anche una società-fantasma nell'inchiesta per la maxi truffa alla Tim condotta dalla procura di Napoli e che in Toscana ha coinvolto una serie di aziende erogatrici di servizi telefonici che sono state sottoposte a sequestro preventivo ed i cui titolari sono indagati. Nel corso dei vari accertamenti fatti dagli agenti della squadra mobile di Firenze e da quelli della polizia postale insieme alla guardia di finanza, una di queste società non è stata rintracciata come è invece accaduto con altre quattro (una a Firenze, due ad Arezzo ed una a Pisa), tutte sequestrate.

 

La sede legale della ditta-fantasma, che risultava a San Piero a Ponti, nei pressi di Firenze, era abbandonata come se fosse stata lasciata da molto tempo; il titolare della ditta, pur noto agli inquirenti, non è stato rintracciato. In tutta Italia l'inchiesta ha portato a 150 perquisizioni e, oltre agli otto arrestati, 29 sono gli indagati per i reati di associazione a delinquere, ricettazione, riciclaggio, accesso abusivo ai sistemi informatici, truffa aggravata.

 

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