Firenze, 20 aprile 2008 - Guardia medica, addio. Tutti i dottori che lavorano negli ambulatori di continuità assistenziale saranno riassorbiti nel giro dei medici di famiglia che si associeranno fra loro per garantire assistenza ai cittadini ventiquattr’ore su ventiquattro per tutto l’anno, festivi compresi. Il progetto, in forma sperimentale, partirà entro l’anno.
Ma si tratta di una rivoluzione molto più articolata e complessa che per andare a regime avrà bisogno di tempi lunghi. I nuovi super ambulatori, chiamiamoli così, sono in realtà ’Unità di medicina generale’. Ogni struttura avrà un coordinatore all’assemblaggio del gruppo di lavoro composto da circa 20 medici di famiglia, 5 guardie mediche, 5 infermieri e un numero ancora imprecisato di specialisti provenienti dai distretti.
Realizzare le 'Umg' impone prima un ripensamento di tutta l’organizzazione medica, sia degli ambulatori sia dei servizi territoriali. Medici di famiglia, specialisti e infermieri staranno fra loro in un rapporto di collaborazione stretta e di comunicazione quotidiana. Condivideranno pazienti e decideranno insieme percorsi e cure. Anche se sarà sempre il cittadino a scegliere liberamente il dottore di fiducia.
La sede degli ambulatori non dovrà necessariamente cambiare, ma potrebbe. Tutto questo e molto altro è già compreso nel piano sanitario toscano che, è questione di giorni, dovrebbe passare alla votazione del Consiglio regionale. Scritto con le idee sempre innovative di Walter Giovannini, dirigente responsabile dell’Area di coordinamento sanità della Regione con Andrea Leto, responsabile del settore medicina predittiva e preventiva dell’assessorato per il dirtitto alla salute guidato da Enrico Rossi, il piano è di quelli rivoluzionari.
La Toscana, in questi anni, ha portato avanti una politica di razionalizzazione dei ricoveri con l’intento di circoscrivere l’ospedalizzazione alle sole patologie acute. Giusto e anche risparmioso. Ma per riuscire nell’operazione è necessario un forte investimento sulla medicina territoriale con quella che viene chiamata 'medicina d’iniziativa'.
Traduzione: intervenire prima che il cittadino si ammali o sviluppi patogie croniche, sempre con l’intento primario di evitare l’ospedale. La sanità d’iniziativa parte dal cittadino sano che dev’essere educato a corretti stili di vita. I fondamenti: mangiare e bere poco e bene, fare attività fisica. I cittadini verranno letteralmente 'addestrati' e ai pazienti cronici verrà insegnato a gestire la malattia. Chi lo farà? Il punto cardine di contatto con la gente sono i medici di famiglia. Ma per l’educazione saranno realizzati corsi con l’ausilio del mondo dell’associazionismo.
Nelle Unità di medicina generale i dottori si associano, si organizzano per rispondere in maniera più omogenea. Dovranno integrarsi anche con le guardie mediche per offrire un servizio ottimale nell’arco delle 24 ore.
La sperimentazione comincerà entro il 31 dicembre con la realizzazione di una 'Umg' per ogni azienda sanitaria. A Firenze ce ne sarà una che servirà circa 20mila utenti. Attualmente il rapporto medici/cittadini è di circa uno a mille (3.070 sono i medici di famiglia in Toscana per circa 360mila abitanti).
"L’Umg partecipa in sede tecnica alla gestione del budget insieme alle altre strutture professionali presenti sul territorio — dice Leto —. Andrà a cogestire obiettivi e strategie dentro la Società della salute. I medici di famiglia che sono liberi professionisti convenzionati avranno un rapporto più stretto con la sanità pubblica".
Una parte del pagamento dei dottori arriverà attraverso l’ottenimento dei risultati. I medici di base ora sono pagati in base al numero di assistiti, e questo rimarrà così, ma la quota variabile di stipendio verrà data in base al raggiungimento degli obiettivi dell’Unità.
"Questa trasformazione rappresenta un grande cambiamento culturale, ci sarà bisogno di tempi lunghi e di molta formazione professionale per mandarla a regime — spiega Leto — . I medici dovranno lavorare in maniera uniforme e in rete. Ma tutta la parte che riguarda l’aspetto organizzativo sarà oggetto di trattativa con la parte medica".
L’interesse principale della medicina d’iniziativa è il cittadino. Per questo bisogna ribaltare la logica, il paziente diventa protagonista drei suoi stili di vita. "E’ una sfida difficile, cominciamo a sperimentare per valutare le cose positive e gli errori — conclude Leto —. Così come il paziente, divenuto sempre più impaziente, dovrà cambiare il rapporto con la malattia, i professionisti dovranno cogliere i cambiamenti della loro professione". Sarà una bella rivoluzione, ma anche solo cominciare non è uno scherzo.
Ilaria Ulivelli
Al Variety, va in scena la prima del film di Sergio Rubini 'Colpo d'occhio'. L'appuntamento è per giovedì, alle 22,45. Saranno presenti gli attori Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini. La prevendita per la serata (biglietto 7.50 euro) è aperta alla cassa del cinema