Firenze, 19 aprile 2008 - Prorogata di un mese la scadenza per il pagamento della seconda rata delle tasse universitarie. Entro il 30 maggio, pagando 100 euro di mora, è ancora possibile presentare la dichiarazione Isee, necessaria per determinare l’importo della rata sulla base del reddito.
Il Cda ieri ha approvato la proposta avanzata la scorsa settimana dal rettore Augusto Marinelli. La decisione di far slittare i termini di un mese si è resa necessaria dopo che si è scoperto che solo la metà degli studenti aveva presentato l’attestazione Isee. E che circa 30mila universitari sono stati automaticamente inseriti nella fascia più alta, pari a 1900 euro.
"In questo modo vogliamo dare a tutti l’opportunità di presentare la domanda", spiega il rettore Marinelli. Che la settimana scorsa aveva detto: "Un anno fa, 19mila persone non presentarono la dichiarazione. Ci aspettavamo che il numero decrescesse. Invece è salito". E ieri il rettore è tornato sulla questione per "fare chiarezza". "Da quest’anno - ricorda Marinelli, - abbiamo adottato l’Isee, metodo ritenuto più equo. E variato nuovi scaglioni di reddito. Nessun intento di un aumento indiscriminato delle tasse, ma una differenziazione più significativa rispetto alle condizioni economiche e patrimoniali". Ma perché tanti studenti non hanno presentato l’Isee? "Forse il meccanismo non è stato compreso, oppure non è stato ben valutato che era conveniente presentare la dichiarazione" ipotizza il rettore. Che aggiunge: "Ma con la proroga di un mese si potrà risolvere il problema". Quanto alla revisione del sistema di tassazione, Marinelli ripete: "Affronteremo la questione non appena i dati in nostro possesso ce lo consentiranno. Costituiremo un tavolo tecnico, con la partecipazione degli studenti".
Ad oggi, fa sapere sempre il rettore, l’introito delle tasse studentesche versate nel 2008 risulta di circa 4 milioni di euro (su un totale 2007 di circa 53 milioni di euro). "Se l’entità complessiva delle tasse non rimarrà invariata, decideremo le misure correttive", assicura il rettore. "Comprendo i timori degli studenti – aggiunge - ma invito a guardare il problema in modo più razionale. La legge dispone che nel bilancio di ateneo la contribuzione studentesca non possa eccedere il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato. Si tratta, però, di due entrate di entità variabile. Ecco perché dico che sono possibili oscillazioni, che possono essere compensate sul totale dell’entrata. Di questo, ripeto, ci occuperemo nel rispetto dei diritti di tutti. Ad ogni modo gli studenti sappiano che nel determinare le tasse è sempre stato perseguito il principio dell’equità e della proporzionalità".
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