A due anni dalle ultime elezioni ben 250mila elettori toscani sono mancati all'appello. La Sinistra L' Arcobaleno si è fermata al Senato a un incredibile 5,1%, quasi 11 punti in meno di due anni fa. Alla Camera invece arriva al 4,5%
Toscana, 15 aprile 2008 - Un’ecatombe, una catastrofe, un’eutanasia politica senza precedenti. Appena due anni fa, nelle votazioni per eleggere il Senato della Repubblica, ben 375.000 toscani tracciarono una croce sul simbolo di Rifondazione Comunista o su quello dei Comunisti Italiani-Verdi. Il 16% del corpo elettorale regionale scelse così di affidare il proprio consenso alla sinistra radicale, facendole guadagnare due senatori e tre deputati. Oggi, due anni dopo, ben 250.000 di quegli elettori toscani sono mancati all’appello. Dissolti, evaporati, spariti nel nulla. La Sinistra Arcobaleno di Bertinotti & C., ovvero la coalizione che comprendeva oltre a Rifondazione Comunista, il Pdci e i Verdi anche una parte dei Ds (la sinistra di Mussi) si è fermata al Senato a un incredibile e assolutamente impronosticabile 5,1 %. Quasi 11 punti in meno di due anni fa. Peggio ancora ha fatto alla Camera, dove si è fermata alla soglia del 4,5% (qui aveva il 13,3%). Un dato sconvolgente, che ha impedito alla coalizione di inviare propri esponenti in Parlamento. Nessun senatore, nessun deputato.
E’ questo il dato più clamoroso che emerge dal voto toscano. La regione, come un po’ tutta l’Italia, ha dunque deciso di punire fragorosamente nelle urne quella parte della sinistra che troppo spesso ha detto no a tutto, la sinistra dei veti e della conservazione. Il dato è stato uniforme.
La coalizione di Bertinotti al Senato ha perso la bellezza di 11 punti e mezzo a Pisa, passando dal 17,1 al 5,5%. Ne ha persi più di 12 a Livorno, dove è scesa dal 18,6 al 5,8%. A Prato si è fermata addirittura a un misero 3,4% dove è stata superata perfino dall’Italia dei Valori di Di Pietro (3,6%). Non solo: sempre a Prato, alla Camera, la coalizione Arcobaleno si è fermata al 3,0% risultando alla fine superata anche dalla Destra di Daniela Santanchè (3,3%). Un dato pazzesco. Incredibile. Impensabile fino a domenica mattina, quando le urne si sono aperte. Piange lacrime amare la sinistra radicale, in attesa di capire quali saranno gli scenari che si apriranno adesso nel governo della Regione e di molti comuni in cui è maggioranza. Difficile pensare che un voto così traumatico, un voto a suo modo storico, non possa avere ripercussioni su questi assetti. Staremo a vedere.
Non sorridono per colpa della vittoria nazionale di Berlusconi, ma certo in Toscana è andata molto meglio agli ex alleati di Bertinotti, ovvero agli uomini di Veltroni. Il neonato Partito Democratico, incassando di fatto anche molti voti in uscita dalla Sinistra Arcobaleno, proprio qui ha ottenuto il miglior risultato italiano, incassando al Senato un enorme 47,1% (8,4 punti in più rispetto al 2006: di fatto quasi un toscano su due ha votato per il Pd) e il 46,8% alla Camera (nel 2006 ottenne il 43,3%). La Toscana, insomma, si conferma la regione più ‘bianco-rossa’ d’Italia, superando in questa particolare classifica di appartenenza l’Emilia Romagna e l’Umbria. Fra le province, Siena è da record (qui il PD al Senato ha incassato addirittura il 53,6%), seguita da Firenze (52,2%) e Livorno (51,7%).
In Toscana, pur sorridendo a metà, ottiene un risultato ottimo anche la lista collegata, ovvero l’Italia dei Valori di Di Pietro che al Senato porta a casa un significativo 3,3% (aveva il 2,2%) e alla Camera il 3,5% (aveva l’1,4%).
Sorridono invece senza ombre gli uomini del Centrodestra toscano. Il neonato Popolo delle Libertà cresce infatti quasi ovunque, incassando alla fine il 32,5% al Senato e il 31,5% alla Camera, e incrementando di due punti i propri voti rispetto al 2006. Lucca resta la città più azzurra con oltre il 41% dei consensi al Senato, Firenze e Siena quello meno disposte a lasciarsi sedurre dalle idee berlusconiane (27, 7 e 27,5%).
Nel Centrodestra sorride anche la Lega Nord, che in Toscana raddoppia i voti rispetto a due anni fa e ottiene l’1,9% alla Camera con una punta del 3,1% a Lucca, arrivando a eleggere un proprio deputato. Il tutto ottenuto malgrado nella regione anche la Destra di Storace-Daniela Santanchè, partito in forte polemica con il Pdl, abbia incassato un buon risultato, arrivando ad ottenere un complessivo 2,9% alla Camera, con punte del 3,5% a Lucca. Voti in uscita da An, questi, che dimostrano come qualche trauma e qualche ferita si siano prodotti nel partito di Fini a causa della fusione rapida fra An e Forza Italia.
Non va bene invece il voto toscano all’Unione di Centro. Il partito di Pierferdinando Casini non è riuscito a bissare il buon voto del 2006. Rispetto a due anni, fa i centristi scendono dal 6 al 4,1% al Senato e dal 5,9 al 4,1% alla Camera, perdendo voti e consenso. La posizione a metà strada fra le due coalizioni maggiori non ha dunque fatto guadagnare consensi alla causa Udc, che nella regione alla fine ha perso un senatore e, probabilmente, un deputato.
Quote d’affezione, infine, per gli altri contendenti. Nonostante gli sforzi della campagna elettorale, il Partito Socialista alla fine ha raggiunto solo una quota di consensi di poco superiore all’1%. Sotto questa soglia si collocano tutti gli altri partiti che avevano tentato l’improbabile avventura politica, dal Partito Comunista dei Lavoratori alla Sinistra Critica, passando per il Partito Liberale, l’Unione dei Consumatori e Forza Nuova. Citazione d’obbligo per la maglia nera del voto toscano, il Meda, ovvero il Movimento Europeo Diversamente Abili. Sia al Senato che alla Camera il Movimento non è andato sopra lo zero virgola due per cento. Prosit.
Ultimo dato: la partecipazione al voto. Quest'anno alla fine in Toscana a votare si è recato l'83,6% degli aventi diritto. Nel 2006 era stato l’87,2%. Il 3,6% in meno che equivale all’incirca a 100.000 elettori. 100.000 toscani che hanno deciso di restare a casa e non schierarsi. Per la Politica nel suo complesso, certo non un bel segnale.
Stefano Cecchi
Uno spettacolo essenziale che arriva a colpire il cuore del pubblico e il cuore della canzone d'autore. Carmen Consoli sarà protagonista venerdì 18 alle 20,45 al Teatro Verdi con 'Anello Mancante', una seducente performance in cui la cantautrice si presenta solamente con voce e chitarra acustica