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Matteoli e Bindi: trasporti? Sono troppe tre Italie

A pochi giorni dalle elezioni Faccia a faccia tra l'onorevole Bindi e il senatore Matteoli nella redazione de 'La Nazione'

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Firenze, Matteoli e Bindi a 'La Nazione' Firenze, 10 aprile 2008 - Siamo alle ultime battute della campagna elettorali. Onorevole Bindi e senatore Matteoli, quali sono le priorità che indicate ai cittadini.
Bindi:
"Crescita economica, intesa anche come sostegno alle piccole e medie imprese, lavoro, famiglia e sicurezza. Sono proprio questi i temi ai quali i cittadini dedicano maggiore attenzione durante gli incontri elettorali. Aggiungerei anche il rapporto tra energia e ambiente".
Matteoli: "Al primo posto la sicurezza e dico anche che se fossi venuto qui all’inizio della campagna elettorale l’avrei indicata solo fra le priorità. Dal contatto con la gente mi sono reso conto invece che viene sentita moltissimo. Servono soprattutto più mezzi dopo che il governo Prodi ha lesinato anche la benzina. Poi il rilancio della nostra imprenditoria e le infrastrutture".

 

Dopo un avvio soft i toni della campagna elettorale si stanno accentuando e tornano le contrapposizioni più aspre. Perché questo cambio di rotta?
Bindi: "Che Berlusconi definisca irricevibile la lettera di Veltroni spiega la diversità profonda tra l’atteggiamento di Veltroni, che ha sempre cercato pur nella doverosa differenza di programmi, la necessità di un dialogo tra i partiti politici e di crescere insieme in cultura istituzionale e quello del candidato premier del centrodestra. Berlusconi non è disponibile a questo. Negli ultimi giorni si è rimesso i panni dell’anticomunismo e dell’attacco alla magistratura e non riesce a tenere a freno nemmeno i suoi compagni di viaggio che usano la terminologia dei fucili e vogliono riscrivere la storia italiana, non solo i libri di storia ma anche la storia".
Matteoli: "Che la campagna elettorale si sia vivacizzata è fisiologico. Veltroni era partito bene, io l’ho anche apprezzato, poi pensava di recuperare lo svantaggio e quando si è accorto che non ci riesce ha cominciato a sfornare una promessa al giorno senza spiegare dove prenderà le risorse necessarie. Sta riempiendo le piazze di illusioni. Berlusconi, d’altra parte, non è uno che porge l’altra guancia e ha reagito. La lettera di Veltroni? E’ pleonastica e solo un altro autogol".

 

Come porre rimedio al deficit di infrastrutture del quale soffre la Toscana e come passare dalle parole ai fatti?
Matteoli: "Sono trentotto anni che dico le stesse cose per la Livorno-Civitavecchia. Ci vuol anche un impegno molto forte per il tratto di Sansepolcro della Grosseto-Fano e fra i problemi da affrontare subito c’è quello della linea ferroviaria tirrenica: la Genova-Roma, abbandonata da molti anni e ridotta ad una linea di serie B. Una cosa voglio poi sottolineare: l’Alta velocità deve arrivare a Palermo, non si possono avere più due Italie, anzi tre se si considera il tratto da Napoli alla Sicilia".
Bindi: "Giusto: non facciamo il ponte sullo Stretto e impegniamoci per l’alta velocità fino a Palermo".
Matteoli: "Sono favorevole al Ponte perché darà anche una spinta al potenziamento dei collegamenti stradali e ferroviari".
Bindi: "Ma dove sono i soldi per fare tutto? Voglio comunque ricordare che il governo Prodi ha fatto ripartire la Grosseto-Fano, i finanziamenti sono arrivati, i cantieri aperti. In tema di ferrovie serve una maggiore attenzione verso la Toscana minore: penso a Siena, a Chiusi, ad Arezzo. Bisogna che Regione, Trenitalia e magari anche le imprese trovino un accordo perché la Toscana minore non può essere ancora penalizzata. Qui si sta costringendo la gente ad usare l’automobile".

 

Per caso onorevole Bindi pensa di tornare alle Ferrovie dello Stato?
Bindi: "Non si torna indietro ma i servizi pubblici, al di là delle privatizzazioni, debbono garantire la loro natura, appunto, di essere al servizio dei cittadini e non il contrario".
Matteoli: "Quanto alle linee ferroviarie mi sembra un grosso errore lasciare la Viareggio-Firenze nelle attuali condizioni. Ci vorrebbe una linea efficiente. La Regione avrebbe potuto e dovuto fare molto di più".

 

Il senatore Matteoli ha ricordato che si batte da quasi quarant’anni per la Livorno-Civitavecchia. Almeno c’è una convergenza sul tracciato.
Bindi: "Io sto con la soluzione indicata dal presidente della Regione Claudio Martini".
Matteoli: "Sembrava che tutto il problema fosse rappresentato dal tracciato collinare che è stato da tempo accantonato. La soluzione costiera è praticabile".

 

La vicenda che coinvolge alcuni grossi produttori di Brunello non rischia di dare un colpo alle produzioni agricole di qualità che sono un fiore all’occhiello per la Toscana?
Matteoli: "I produttori del Brunello oggi nell’occhio del ciclone, anche se sotto inchiesta ce ne sono quattro o cinque, sono gli stessi che in certe annate hanno rinunciato a fare il vino perché non sarebbe venuto della qualità voluta. Non si può criminalizzare tutto e bisogna tener conto della serietà di tanti produttori".
Bindi: "Chi ha sbagliato deve pagare perché non è consentito a nessuno di usare un marchio così prestigioso per coprire anche solo il mancato rispetto del disciplinare. Ma la nostra qualità non è in discussione. Serve vigilanza e una sempre più forte autodisciplina da parte dei nostri produttori".

 

E’ ancora in piedi la possibilità di un governo delle larghe intese specie in caso di pareggio al Senato?
Matteoli: "Prendo atto con piacere di quanto dichiarato dalla Bindi ad un giornale: chi prende un voto in più alla Camera governa il Paese e si assume la responsabilità di governarlo. Non sono per le larghe intese o per gli inciuci. Penso però che se vinceremo le elezioni dovremo aprire almeno due tavoli con l’opposizione sulle riforme istituzionali e sull’energia. Senza una nuova, forte politica energetica saremo presto un Paese asfittico".
Bindi: "Ho già detto come la penso. Se non dovessimo vincere non staremmo certo a gridare ai brogli per tutta la legislatura come ha fatto il centrodestra. Il tavolo sull’energia? Forse è possibile. Io penso penso ad altri temi della vita nazionale come il lavoro, inteso soprattutto come lotta al precariato. Per noi è uno degli obiettivi principali, Berlusconi si è invece defilato, forse è in imbarazzo".

 

Sul precariato siete defilati onorevole Matteoli?
Matteoli: "Assolutamente no. Il lavoro è una priorità nel programma del Pdl e la legge Biagi ha dimostrato di funzionare mentre una parte del governo Prodi avrebbe voluto cancellarla e una parte modificarla. I fatti hanno dimostrato cose diverse".

 

A proposito di energia, basta un rigassificatore per la Toscana o come sostiene qualcuno ne servono due?
Bindi: "Intanto facciamo il primo, con tutte le garanzie".
Matteoli: "Ne servono otto-nove in tutta Italia. Per la Toscana erano stati presentati due progetti, poi i presentatori di quello di Rosignano lo hanno ritirato, penso per modificarlo. Per l’off-shore di Livorno si è perso tempo perché il ministro Pecoraro Scanio, ha bloccato tutto per un periodo in polemica con la Regione".

 

Si è parlato della possibilità di dare la presidenza di una delle due Camere all’opposizione.
Bindi: "Io sono d’accordo e per la verità l’avrei fatto anche nella legislatura che si è appena conclusa e ho avuto occasione di dirlo".
Matteoli: "Non ho mai concordato su questa eventualità in caso di una nostra vittoria. Al vertice delle istituzioni ci sono ovunque rappresentanti del centrosinistra. Se si desse una Camera all’opposizione si perpetuerebbe l’attuale disequilibrio istituzionale".

 

Di fatto rappresentate due mini coalizioni. Al vostro interno c’è davvero un’omogeneità programmatica e, quindi, la garanzia che dareste vita a governi davvero coesi?
Bindi:
"Se penso ai fucili di Bossi e agli ultimatum di Calderoli?"
Matteoli: "Ma D’Alema qualche anno fa definiva la Lega una costola della sinistra. Al di là di qualche sparata di Bossi, che comunque resta tale, la Lega ha sempre dimostrato grande rispetto istituzionale. Io non ho mai visto ministri leghisti in piazza contro il governo Berlusconi. La Lega e Bossi sono stati alleati leali e fedeli e lo saranno anche nella prossima legislatura".
Bindi: "Abbiano parlato di infrastrutture. E’ divertente e istruttivo leggere a questo riguardo i programmi di Pdl, Lega e Lombardo. Leggere per credere".
Matteoli: "Il programma del Pdl è stato sottoscritto anche dalla Lega mentre Lombardo ancora non aveva aderito. Siamo stati compatti al governo e all’opposizione. Del resto il Pdl non rappresenta un accordo elettorale ma politico".

 

Fra un anno ci saranno un importante turno amministrativo e le europee e nel 2010 si voterà per la Regione. Pensate che Pdl e Pd correranno da soli o cercheranno alleanze?
Matteoli: "Prima di tutto dovremo fare, entro sette-otto mesi e attraverso i congressi di An e Forza Italia, il partito unico con il quale poi partecipare alle europee. E servirà anche una nuova legge elettorale per le europee che preveda, fra l’altro, circoscrizioni più piccole perché con gli attuali collegi non c’è un rapporto con gli elettori e i costi, anche solo per attaccare manifesti, sono altissimi. Quanto alle amministrative intese più ampie sono possibili tenendo conto anche della presenza di liste civiche e delle diverse realtà locali. Per le regionali mi sembra difficile, che in assenza di fatti nuovi e significativi possano esserci intese con l’Udc".
Bindi: "Il partito noi lo abbiamo già, le primarie hanno dato un grosso contributo ma c’è ancora molto da fare. Non escludo che possano formarsi con il Pd coalizioni più ampie ma le intese si fanno sul territorio e sulla base dei programmi. Per le regionali molto dipenderà anche da che cosa accadrà nella Sinistra Arcobaleno. Ha intenzione di porsi il problema della cultura di governo della sinistra in Italia?"

 

Si farà una nuova legge elettorale?
Matteoli:
"Andrà fatta ma voglio ricordare che quella attuale, tanto criticata, ha contribuito a tradurre la volontà politica in una semplificazione degli schieramenti e ci ha avvicinato molto alla Germania. Se vogliamo la governabilità le scelte sono fra Pdl e Pd. Io non dico che gli altri sono voti inutili, con la mia storia politica non potrei dirlo. Ma per governare la scelta è questa, poi possono esserci voti di testimonianza, ma sono un’altra cosa".
Bindi: "Non ho mai amato la legge elettrale nazionale e nemmeno quella regionale. In casa nostra ci sono consiglieri regionali nominati da trenta componenti di comitati provinciali. Questo deve essere l’ultimo parlamento eletto dalle segreterie dei partiti e lo stesso vale per il consiglio regionale. In Toscana o si fa una nuova legge che introduce i collegi con primarie serie o io ripropongo le preferenze".

Stefano Cecchi e Pierandrea Vanni

 

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