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La Fiorentina stende la Reggina: 2-0
Pazzini e Mutu, volo per la Champions

Quinta vittoria consecutiva a Firenze per i viola. Milan e Sampdoria restano a distanza. E ora il PSV

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Pazzini e Mutu Firenze, 6 aprile 2008 - Il Franchi porta bene (quinta vittoria consecutiva in campionato) e ha solo il difetto di non essere trasportabile a Eindhoven per la partita di ritorno contro il PSV, giovedì notte, altro snodo stagionale viola.

Ogni gara è un test di sopravvivenza fra le grandi: la Fiorentina mette in fila le frequenti rassicurazioni su se stessa, quella di ieri contro la Reggina ha un’importanza sottotraccia che non sfugge a Prandelli e a chi segue il sottile cammino di fortificazione viola. Un sistema per diventare grandi senza sfuggire alle proprie responsabilità che sono tante e continue, sempre a rischio recessione.

 

Ieri due a zero in una partita non semplice, sedici gol di Mutu e nove di Pazzini, Milan inchiodato a quattro punti insieme alla Samp, Udinese più sotto a quota 51. Tanti buoni numeri accompagnano la vittoria viola contro un avversario disperato ma lieve, nella sua voglia di giocarsi le ultime possibilità. Con tutto il rispetto è difficile restare in A quando la coppia centrale del 4-4-2 è formata da Barreto e Tognozzi, ma la Reggina ha anche Brienza, Vigiani e Makinwa, si muove bene nel primo tempo e i ritmi bassi le permettono di non soffrire troppo. Tiri comunque improbabili per impensierire Frey (due di Barreto, uno di Makinwa), Montolivo invece comincia la sua prova di tiro al bersaglio con un destro deviato da Campagnolo. Partita lenta, ci vorrebbe un episodio: lo trova improvvisamente Pazzini con la bella torsione che fa schizzare la palla in gol (cross di Pasqual), sono passati ventitré minuti e la Reggina decide di svegliarsi: prima Vigiani e poi Brienza provano a complicare la giornata di Frey, i segnali di pericolo restano qui e il rimpianto maggiore dei calabresi resta quello del rigore non concesso per la trattenuta di Kroldrup su Makinwa. Poche notizie nel frattempo di Papa Waigo, che esce per Jorgensen. Sarà un caso ma la Fiorentina migliora, Pazzini e Montolivo si avvicinano al raddoppio, poi Campagnolo devia su Jorgensen e Pasqual becca la traversa con un destro al volo. Succede tutto questo e non si parla di Mutu, che gioca in una posizione più accentrata, quasi da trequartista. Anzi, molto da trequartista. Da lì invece di cercare soluzioni personali viene travolto da improvviso altruismo e offre assist. la partita del Fenomeno è diversa ma buona, anche se un contropiede sbagliato nel finale non è da lui.

Ma poi arriva il premio per l’altruismo, il passaggio di Gobbi che lo porta in confidenza con Campagnolo: da lì è difficile sbagliare per un giocatore normale, figuriamoci per Mutu. Due a zero e addio brividi, perché la Reggina negli ultimi quindici minuti prova a cercare almeno il pareggio. Pochi pericoli per Frey, a parte una punizione alta di Barreto. E alla fine la cosa migliore da fare è quella di guardare la classifica: il Milan e la Samp sono abbastanza lontane e alla fine del campionato mancano sei partite. Tante? Un problema per volta, la filosofia è questa.

 

IL TABELLINO

 

FIORENTINA (4-3-3): Frey, Potenza, Dainelli, Kroldrup, Pasqual, Donadel, Liverani (34’ st Gobbi), Montolivo, Papa Waigo (1’ st Jorgensen), Pazzini (25’ st Vieri), Mutu. All. Prandelli.

REGGINA (4-4-2): Campagnolo, Lanzaro (24’ st Alvarez), Cirillo, Valdez, Aronica, Vigiani, Barreto, Tognozzi, Modesto (9’ st Hallfredsson); Brienza, Makinwa (26’ st Amoruso). All. Orlandi.
Arbitro: Celi di Campobasso
Reti: 24’ pt Pazzini, 47’ st Mutu.
Note: ammoniti Donadel e Valdez per gioco falloso. Spettatori: 27.321, incasso 649.544 euro.

Angelo Giorgetti

 

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