Il giudice costringe un disabile a pagare gli alimenti dopo il matrimonio truffa con una romena. L'uomo, che vive grazie all'aiuto del Comune, rifiuta e si vede pignorare parte della pensione
Firenze, 6 aprile 2008 - Il Comune gli passa i soldi che gli servono per sopravvivere, ma lui, separatosi dopo un matrimonio truffa con una rumena, è costretto dal giudice a darne una parte alla ex moglie. Solo che lui ha deciso di dire di no e di ribellarsi a una sentenza, che giudica ingiusta anche moralmente. Così quei soldi che doveva dare non li versa e allora gli è stata pignorata una fetta della pensione. Ma solo una piccola fetta (41 euro), molto inferiore a ciò che era stato stabilito come alimenti (250 euro al mese). Perchè di più, spiega lui stesso, non gli si poteva prendere. Con un’altra contraddizione, sembra evidente, se riferita alla cifra ben pià cospicua, indicata nell’ordinanza di separazione, dal giudice. Intanto l’ufficiale giudiziario è già venuto due volte a casa sua, minacciando un pignoramento.
Questa è la storia di un uomo sfortunato, perchè è un disabile grave, uno di quelli veri, verissimi, nato così. Con un’intelligenza viva, e ancor oggi la capacità di trovare l’ironia, per raccontare una vita difficile con quel suo corpo piegato, invalidante, ingovernabile. Una storia ingiusta moralmente, dicevamo. Per quel che gli è capitato e che il giudice non ha voluto o non ha potuto capire, applicando la legge. La sua storia, lui la racconta così: "Sono stato costretto a sposare questa rumena. Costretto perchè me lo chiedeva con insistenza. Per metterla in regola, lei e la figlia, dandole la cittadinanza italiana. Era entrata in casa mia come badante e alla fine ho mollato". Aggiunge ancora i particolari del dopo matrimonio: lei che non lo assiste più e che va fuori a lavorare ma gli chiede lo stesso lo stipendio, fino a che lui si decide per la separazione, e scoppia la guerra. "Sono demoralizzato - dice - Ho perso l’autostima di me stesso. Siamo al paradosso che il Comune mantiene me e io a mia volta devo mantenere questa donna che può lavorare, ha braccia e gambe efficienti". Lui, invece, queste gambe e queste braccia non le ha efficienti.
L’assessore alla Sicurezza sociale, Graziano Cioni, commenta: "Se le cose stanno così, in nome della legge si commette un’ingiustizia". Spiega come il nostro disabile era stato inserito in un programma speciale, "Vita indipendente", con il quale il Comune assiste 192 persone, spendendo 1 milione di euro l’anno, perchè si curino e restino nelle proprie case. Al protagonista di questa storia dà 2227,50 euro al mese, che servono, insieme ad altri 850 euro circa tra pensione sociale e indennità di accompagnamento che lui percepisce ancora, per pagare tutto: dall’affitto, alla badante; alle pulizie di casa; alle spese generali. Una cifra, i 2227,50 euro del Comune, che può sembrare imponente, ma che è nulla, spiega Cioni, se lui fosse ricoverato in una struttura pubblica, dove costerebbe dai 600 ai 700 euro al giorno.
Ennio Macconi
Al Variety, va in scena la prima del film di Sergio Rubini 'Colpo d'occhio'. L'appuntamento è per giovedì, alle 22,45. Saranno presenti gli attori Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini. La prevendita per la serata (biglietto 7.50 euro) è aperta alla cassa del cinema