Firenze, 30 marzo 2008 - Decoro ferito, città stravolta. E l’amministrazione corre ai ripari. Il mercato di San Lorenzo ha cambiato faccia e il nuovo volto non piace a nessuno. Per riportare alla normalità le vie di quello che si è trasformato in un suk senza più legge, arriva un nuovo regolamento che deve passare al vaglio del consiglio comunale prima di approdare sui banchi. L’assessore alle attività produttive, Silvano Gori, non fa sconti. Rigide norme per i bancarellai, pesanti sanzioni e lunghe chiusure per chi sgarra. "Via le chincaglierie appese dappertutto che trasformano il mercato in un carnevale perenne - spiega Gori -, i banchi dovranno avere un aspetto più sobrio".
Nel regolamento viene dato un criterio per l’esposizione delle merci. Le colorate maglie dei calciatori non potranno più sventolare, potranno essere esposte solo all’interno del banchino. Stop ai ciondoli delle bancarelle, spesso troppo grandi e troppo alte. Ci sono precisio limiti di altezza e di estensione. Ogni punto vendita non potrà occupare più di 5,20 metri quadrati di suolo pubblico. Chi si allarga di più di due metri e mezzo rischia la sospensione dell’attività fino a 20 giorni. "Non possiamo imporre il banco architettonico perché per ora costa troppo - spiega Gori -, ma il punto d’arrivo è quello. Stiamo lavorando insieme ad altri Comuni per proporre banci modulari a prezzi più ragionevoli. Intanto si parte con la ripulitura dei banchi e i rivestimenti che devono essere omogenei. Via i teloni sì a tendaggi realizzati ad hoc". Chissà che questo non sia il primo passo per cominciare a riprendersi il cuore ferito di Firenze, quell’anima scippata ai fiorentini e abbandonata al degrado.
"Ho spogliato l’America per voi", diceva Marino Groovy. Che nostalgia. Lui ha vestito generazioni di fiorentini. Chi ha vent’anni non l’ha conosciuto, peccato di gioventù. Su internet si cercano pezzi del suo guardaroba e il video della pubblicità degli anni Ottanta vale centinaia di euro, ma non si trova, è un pezzo raro. Eh sì, ai tempi, a quei tempi, il mercato di San Lorenzo era tutt’un’altra cosa. Era un punto di riferimento. Altroché cenci, dettava moda. Jeans, pelle, scarpe e accessori a stellestrisce, lì si trovava di tutto e di buona qualità. Oggi, di fiorentini che vanno al mercato di San Lorenzo, quello all’aperto, quello di generi non alimentari, ce ne sono pochi. E la maggior parte non ci mette piede da anni. Piange il mercato. Che parla tutte le lingue del mondo meno che il fiorentino e smercia cianfrusaglie appetibili per qualche turista con poche pretese.
Inquina, il mercato. Inquina, stravolgendolo, il panorama da via dell’Ariento a via Nazionale a piazza San Lorenzo. Sembra una terra di frontiera. Di notte e di giorno. Improbabile ciarpame carnascialesco sotto il sole e quando i tendoni lasciano spazio al buio e al Quadrifoglio, fili elettrici che penzolano, prese, moschettoni. Alzare lo sguardo fa quasi male agli occhi. Che forse poi, quel che si vede non è il peggio. Dietro ci sono le faide. Le guerre tra proprietari, affittuari e subaffittuari e via dicendo che stanno uno dietro l’altro come in una matrioska. Le battaglie sul campo fra ambulanti regolari e venditori abusivi, una lotta che vede quotidianamente impegnati polizia e vigili urbani per garantire ordine e sicurezza.
La sfida di quei pochi residenti resistenti, convinti a non cedere al degrado, che non mollano e s’impegnano in prima persona per riportare alla vita un quartiere che se di giorno è un caos, di notte si trasforma in una casbah. Ché privo di decoro non solo è il mercato, ma anche le vie che gli girano intorno. Prima fra tutte via Panicale appannaggio esclusivo di kebab, negozi di parrucche, afromarket, punti telefonici, così concentrati che viene da chiedersi come facciano a tirare avanti. La concorrenza fuziona o è lecito pensare che dietro ci sia qualcos’altro che alimenta il mercato? Chissà. E poi chi ci guadagna ad affittare i fondi solo agli stranieri? Reiterate, queste domande non hanno ancora trovato risposta. Di sicuro c’è che la prossima settimana dovrebbe essere pubblicato il bando per i lavori di ristrutturazione del piano superiore del mercato al chiuso di San Lorenzo. Un primo passo. Se le cose filano con il vento in poppa entro l’estate potrebbero partire i lavori. E chissà che San Lorenzo un giorno non torni ad essere il mercato dei fiorentini e di tutti.
Ilaria Ulivelli
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