Un progetto di 57 pagine per riorganizzare il trasporto pubblico su gomma. Anche in centro storico sarà pedonalizzato e piazza Duomo senza tramvia. E' una realtà che Ataf ha già studiato come possibile anche se ufficialmente il nuovo piano per il trasporto pubblico locale non c'è
Firenze, 25 marzo 2008 - Il centro storico pedonalizzato e piazza Duomo senza tramvia. Con un servizio pubblico in grado di trasportare i fiorentini a cento metri dalla loro cattedrale. Non è una favola. E’ una realtà che Ataf ha già studiato come possibile. Per realizzarla non ci vorrebbe nemmeno molto: un mese, poco più. Senza binari e, di conseguenza, senza ingombranti e infiniti cantieri. Ufficialmente il nuovo piano per il trasporto pubblico locale non c’è. Ataf ne ha ripetutamente negata l’esistenza, l’ultima volta lo ha fatto nero su bianco con una nota. La verità aziendale parla di un piano 'allo studio' che entrerà in vigore non appena saranno terminate le linee 2 e 3 della tramvia. E la linea 2 è proprio quella che dovrebbe attraversare il centro storico collegando piazza Stazione con piazza della Libertà. Invece, a ben guardare, quel piano c’è. L’azienda lo ha studiato nell’ottobre del 2006 e lo ha messo a punto nel gennaio del 2007. Poi, mentre la città si spaccava in arrabbiate discussioni contro la tramvia, il piano è stato ‘dimenticato’. E a quanto pare ricordarne oggi l’esistenza continua a essere politicamente complicato. Si tratta di 57 grandi pagine in carta patinata a colori, dense di cifre, grafici e piante della città. Il primo capitolo è dedicato agli studi esistenti sulla tramvia; il secondo mette insieme una puntuale 'stima della domanda di trasporto attuale e futura'; la terza parte è interamente dedicata all’'ipotesi di riorganizzazione del trasporto pubblico locale su gomma' con valutazioni specifiche sulla velocità commerciale, sulle linee extraurbane, le stazioni ferroviarie e il sistema dei parcheggi. Pedonalizzare il centro storico e contemporaneamente renderlo facilmente fruibile per tutti, secondo quel piano è possibile.
La fermata più vicina a piazza Duomo potrebbe essere, a meno di cento metri, quella di via de’ Vecchietti. Ma con il bus si continuerebbe ad arrivare in piazza Stazione, come in piazza San Marco, oppure in via Verdi, in corso Tintori, in piazza Ottaviani. E all’interno del perimetro citato l’intero centro storico sarebbe pedonalizzato. Né bus, né auto private. E l’unico handicap per gli utenti potrebbe essere quello di abituarsi all’idea di cambiare autobus: più o meno nello stesso modo in cui dovremo abituarci a cambiare linea quando il ‘sistema’ tramvia entrerà in funzione.
Lo schema ripropone il concetto delle ‘staffe di percorrenza’ dentro un’area ben delimitata. Un sistema che non prevede l’attraversamento del centro da parte del mezzo pubblico, perché - almeno in teoria - lascia quel percorso alla tramvia. Ma, di fatto, quel piano che Ataf vuole dimenticare dimostra, altrettanto nero su bianco, che la seconda linea della tramvia, alla fine, sarebbe utilizzata solo sul breve tratto fra piazza Stazione e piazza Duomo. E quanti sono gli utenti per i quali questo tragitto è davvero indispensabile? A chiederlo in particolare è uno degli ex presidente dell’Ataf, l’avvocato Felice Cecchi.
"Una volta - spiega - in azienda sapevamo bene quanti passeggeri utilizzavano le nostre linee. Sapevamo persino quanta gente saliva a ogni singola fermata. Possibile che oggi avere questi dati sia così difficile? E visto che ancora il Ministero non ha autorizzato il progetto esecutivo e nemmeno l’utilizzo delle batterie su quel tratto centrale perché non mi risulta siano ancora state omologate nel nostro Paese, perché intanto non sperimentare il nuovo sistema di trasporto pubblico su gomma?"
Paola Fichera
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