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Firenze

MATERNITA'

Paradosso nei corridoi di Careggi
Puerpere allattano sulle brande

La prima poppata in una branda nel corridorio della maternità di Careggi a causa del sovraffollamento del reparto Maternità. Stanze libere alla Margherita, trenta metri più in là. Dal primo aprile, sia da Careggi, che dal Meyer e l’Asl assicurano che sarà attiva una rivoluzione

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allattamento al seno Firenze, 21 marzo 2008 - Felici di essere mamme. Molto meno di dare la prima poppata in una branda nel corridoio della Maternità di Careggi. Nell’ultima settimana è successo per tre notti consecutive. Ieri compreso. E non tutti, fra puerpere e parenti, prendono la cosa con filosofia. Certo che trenta metri più in là delle anguste corsie del dipartimento materno infantile, che sta entrando nel pieno dei lavori di ristrutturazione, stride il comfort a cinque stelle della Margherita, la struttura che offre cinque camere matrimoniali dove si partorisce come natura vuole (senza l’ausilio del ginecologo). Tanto che propprio la vicinanza fra Margherita e Maternità, con la visibile disparità di trattamenti e il differente numero complessivo dei parti effettuati (circa 300 da previsione, contro 900 in un anno), sono state oggetto di roventi polemiche interne e di richieste di spiegazioni finite anche all’attenzione dei politici. Varie interrogazioni urgenti giacciono ancora in attesa di risposta sul tavolo dell’assessore regionale per il diritto alla salute, Enrico Rossi, che dopo Pasqua dovrà presentarsi all’audizione della commissione sanità.



Riguardo a questo problema, sia a Careggi, sia al Meyer, sia all’Asl (la Margherita è un progetto interaziendale) assicurano che dal primo di aprile sarà attiva la rivoluzione ‘Catamarano’. Un aggiustamento fatto in corso d’opera per sfruttare al meglio la struttura della Margherita e che proprio in questi giorni è al vaglio dei dirigenti e in fase di organizzazione. Ma non sarà così semplice. Il progetto prevede l’accoglienza, da parte della Margherita, di tutte le nascite fisiologiche di Careggi che globalmente salirebbero quindi più di mille all’anno. Le ostetriche dei due reparti dovrebbero lavorare in équipe secondo un piano stabilito e in base alla loro disponibilità.



Ma mentre si aspetta di potersi allargare in ambienti più confortevoli, continua la sofferenza per gli spazi alla Maternità. Il tutto esaurito con le neomamme costrette ad allattare su una branda nel corridoio "è un fenomeno che non trova spiegazioni scientifiche esatte, ma che si ripete ciclicamente" mettendo in difficoltà puerpere e personale sanitario costretto a un superlavoro. Spiega quanto è accaduto negli ultimi giorni Graziella Franchi, responsabile dei servizi sanitari materno infantili di Careggi. Alla Maternità, pur non cercando i motivi che causano i periodi di iperafflusso, hanno messo in piedi un sistema (che è in fase sperimentale), proprio per riuscire a smistare l’arrivo delle partorienti nei punti nascita dell’area vasta che abbiano posti liberi a disposizione.

 


"Trattandosi di un fenomeno fluttuante, non c’è una sistematizzazione organizzativa - dice Franchi -. Ma è fresco di nascita un sistema che mette in rete il 118 con la Maternità di Careggi e tutti gli altri punti nascita dell’area vasta. Sul computer i medici del pronto soccorso e i primari delle ginecologie possono vedere i posti liberi in tempo reale nei vari ospedali e disporre i ricoveri in base alle disponibilità".



"Si cerca sempre di rispettare la scelta di partorire nell’ospedale scelto dalla donna, ma se a Careggi non c’è posto - continua Franchi -, a meno che non si tratti di una gravidanza a rischio che ha bisogno di un centro di terzo livello ad alta specializzazione, le donne vengono smistate in base al criterio della territorialità. Per esempio, se una partoriente viene da Scandicci e non ha problemi viene accompagnata con un’ambulanza a Torregalli".

Ilaria Ulivelli










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