La ricerca si concentra sull'analisi dei laureati negli atenei toscani, della domanda di lavoro da parte del mondo produttivo a seconda delle differenze territoriali e degli esiti occupazionali dei laureati stessi. L'indagine è stata commissionata all'Irpet (Istituto regionale programmazione economica toscana)
Firenze, 26 febbraio 2008 - Caratteristiche dei laureati e loro ricettività nel tessuto regionale toscano. Questi gli obbiettivi della ricerca sulla fuga dei cervelli dalla Toscana che è stata commissionata ad Irpet dalla commissione speciale lavoro e che viene curata da Lara Antoni.
La ricerca si concentra sull'analisi dei laureati negli atenei toscani, della domanda di lavoro da parte del mondo produttivo a seconda delle differenze territoriali e degli esiti occupazionali dei laureati stessi. La prima parte del lavoro, presentata questa mattina in commissione, evidenzia le caratteristiche e i percorsi di studio dei dottori toscani che risultano più numerosi, più giovani e laureati con voti migliori. Permangono le
differenze di genere: i ragazzi prediligono le facoltà tecnico-scientifiche mentre le donne quelle umanistiche,
linguistiche e mediche. Analizzando le caratteristiche demografiche dei giovani (chi sono e da dove vengono) è
emerso che il 70% dei laureati proviene dalla regione mentre il 30% viene dalla provincia in cui ha sede l'ateneo.
"La seconda parte della ricerca - ha spiegato la dottoressa Antoni - prenderà in considerazione i numeri e le
caratteristiche delle imprese sul territorio e le loro richieste di nuovi assunti. Infine, dall'analisi dell'offerta e della domanda di lavoro (i laureati e le imprese) passeremo ad un focus qualitativo sulle caratteristiche del lavoro autonomo".
Da parte del presidente della commissione Eduardo Bruno sono state espresse curiosità circa la qualità delle
cosiddette lauree brevi rispetto a quelle tradizionali, sul decentramento universitario che spesso porta ad uno
spreco di risorse e di tempo e sulla tipologia contrattuale dei neo-laureati al loro primo impiego. Mauro Ricci ha chiesto, invece, chiarimenti sui motivi che spingono i 'cervelli' alla fuga dalla Toscana, sulla possibile incapacità del sistema italiano di dare risposte ai laureati e sul rapporto con il vecchio ordinamento universitario. Severino Saccardi, invece, si è soffermato ad evidenziare le differenze di genere nella scelta del percorso formativo.
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