Firenze, 8 febbraio 2008 - Ha la voce rotta per l'emozione, Yolanda Pulecio Betancourt, la madre di Ingrid, la leader politica franco-colombiana ostaggio delle Farc, che stamani è stata ricevuta nella sede della presidenza della Regione Toscana.
Il vicepresidente Federico Gelli annuncia l'impegno della Toscana a sostegno della richiesta di Yolanda Betancourt perché cessino le azioni di forza e avanzi il dialogo fra le Farc e il governo di Bogotà.
"Sosteniamo con tutto il cuore questa battaglia per i diritti umani e il dialogo e ci associamo alla richiesta già avanzata dal sindaco di Roma Veltroni - dice Gelli - perché domenica 24 febbraio, in occasione del sesto anniversario del rapimento, tutte le squadre di calcio scendano in campo con una maglietta che
chieda la liberazione di Ingrid Betancourt. Molti grandi giocatori del nostro campionato sono sudamericani, crediamo che questo gesto potrebbe avere grande eco in Colombia e in tutta l'America Latina".
Yolanda Pulecio Betancourt sorride dolcemente mentre parla di Firenze, del suo amore per questa città, che ha conosciuto quando aveva 16 anni, che considera "la più bella del mondo" e ribadisce che non poteva non far tappa in Toscana nel suo pellegrinaggio per la liberazione della figlia e degli altri ostaggi.
La voce si rompe più volte quando parla dell'incontro avuto a Roma con il Papa, e ribadisce l'importanza del sostegno internazionale e di quello della Chiesa perché "ci sono molte famiglie che soffrono. Oltre a mia figlia, ci sono moltissimi ostaggi, molti sono militari, altri sono esponenti politici, ci sono anche alcuni americani.
Alcuni sono in ostaggio da 10 anni. Quando il Papa mi ha detto di aver sempre pregato per loro, l'emozione mi ha sopraffatta e non sono riuscita più a dire le altre cose che volevo dirgli. Anche io ho pregato e prego. Anche ieri ho pregato San Francesco".
Non dimentica nessuno Yolanda Pulecio Betancourt e ringrazia per l'aiuto dato tutti i capi di stato, i rappresentanti di governo, i parlamentari. L'elenco è lungo: Chavez, Lula, Evo Morales, Cristina Kirchner, il presidente dell'Ecuador, il Nicaragua, alcuni senatori Usa, la Francia, la Svizzera.
Per l'Italia ha parole a parte "l'Italia ci è sempre stata vicino - dice - il sostegno che ci date è molto importante" e continua "io spero che l'appoggio internazionale possa servire anche a migliorare le condizioni di vita in Colombia, dove il 60 per cento della popolazione non ha accesso alla scuola. È da queste classi emarginate vengono arruolati i giovani per la guerriglia".
E intanto sono state approvate questa mattina in commissione pace e solidarietà internazionale le proposte di candidatura per l'assegnazione del giglio d'oro a Ingrid Betancourt e a Marisela Ortiz Rivera.
Quest'ultima è la prima è la fondatrice dell'associazione "Nuestras Hijas de Regresso a casa", nata nel 2001, grazie all'impegno dei familiari delle donne scomparse o assassinate, per contrastare e far sì che non rimangano impuniti le violenze e gli omicidi avvenuti a Ciudad Jùarez, nello Stato di Chihuahua, al confine fra Messico e Stati Uniti.
"L'idea di assegnare il giglio d'oro alla Betancourt - ha spiegato il presidente della commissione Lorenzo Marzullo - nasce allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e tenere alta l'attenzione sul rapimenti che ormai da sei anni tengono in ostaggio lei e circa 800 persone in Colombia, in mano ai rivoluzionari delle Farc. Sia la Betancourt che la Rivera - ha proseguito Marzullo -sono donne che si sono sempre impegnate nella difesa dei diritti umani e ricordo che per quanto riguarda la Betancourt è già stata approvata nel 2004 in consiglio comunale una risoluzione che le assegna la cittadinanza onoraria di Firenze e speriamo che quanto prima possa venire di persona a ritirarla".
Sarà Laura Escalada Piazzolla, vedova dell'indimenticabile Astor, a portare alla Pergola, lunedì 18 febbraio, la versione originale di 'Maria de Buenos Aires', la tango opera su testo di Horacio Ferrer