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PALAZZO VECCHIO/ LE NOVITA'

La torre d'Arnolfo ha una nuova luce
Presto aperti i camminamenti di ronda

E' stato tutto rinnovato l'impianto di illuminazione che valorizzerà in particolare la Torre di Arnolfo e i camminamenti di ronda, i punti di massima espressione dell'architettura medievale del Palazzo

Firenze, 21 dicembre 2007 - Nuova luce per Palazzo Vecchio. E' stato tutto rinnovato l'impianto di illuminazione che da oggi valorizzerà in particolare la Torre di Arnolfo e i camminamenti di ronda, i punti di massima espressione dell'architettura medievale del Palazzo.

 

La nuova illuminazione coincide anche con il completamento dei lavori di restauro e consolidamento dei camminamenti coperti e scoperti per cui sono state impiegati 2600 chili di piastre in acciaio , 764 chili di funi, 610 metri di funi di acciaio inox, per un lavoro di carotaggio di 55 metri e un costo complessivo di 600mila euro.

 

Tutti gli interventi sono stati presentati stamani dall'assessore alla cultura Giovanni Gozzini, dagli architetti di Fabbrica di Palazzo Vecchio (Servizio Belle Arti) Giuseppe Cini e Claudio Mastrodicasa.

 

"Speriamo - ha detto l'assessore Giovanni Gozzini - di riaprire presto al pubblico i camminamenti di ronda, uno dei luoghi che più caratterizzano Palazzo Vecchio. L'idea è quella di fare piccoli gruppi su prenotazione oppure tenere aperto tutti i giorni con un uscita di sicurezza adeguata".

 

ECCO ;I DETTAGLI 

 

Il progetto per la nuova illuminazione è stato seguito dall'architetto Claudio Mastrodicasa di Fabbrica di Palazzo Vecchio in collaborazione con la Silfi e la Philips Lighting . Il costo complessivo è stato di circa 100mila euro finanziate dall'amministrazione comunale e i lavori partiti a luglio del 2007 sono appena terminati .

 

Per la realizzazione della nova illuminazione è stato acquistato un congegno realizzato da Philips Lighting capace di variare l'intensità dell'illuminazione di ogni faccia della torre. Grazie al software del congegno ( Scenio 100 ) è possibile variare in percentuale l'illuminazione di ognuno dei sette circuiti in cui è stato diviso l'impianto.

 

Tale apparato permette anche un particolare controllo dei consumi ed è il primo in Italia per la gestione sia di lampade ad ioduri metallici che a fluorescenza. Per l'illuminazione diretta sono state scelte lampade a ioduri metallici di nuovissima concezione che permettono altissime prestazioni cromatiche: Ra 80 e 3000° K , una elevata efficienza e durata capaci di minimizzare i costi di gestione.

 

Per l'illuminazione indiretta sono state scelte lampade a fluorescenza del tipo corretto che risultano estremamente versatili ed economiche da usare. In particolare il nuovo impianto realizzato per la Torre di Arnolfo accentua la differenziazione dell'illuminazione fra le due facce laterali della torre e le due facce principali.

 

Considerato che la facciata principale riceve l'illuminazione unicamente dai proiettori di piazza Signoria, sulla facciata opposta è stato previsto l'impiego delle stesse lampade e degli stessi proiettori, posizionati e filtrati fino ad ottenere la stessa cromaticità ed intensità di luce. Questo è stato possibile grazie alla collaborazione con i tecnici di Silfi Spa.

 

Oggi la Torre è illuminata sul lato sud e sul lato nord grazie all'impiego di quattro proiettori per lato del tipo a fascio ristretto e di esigua potenza (70watt), montati su appositi sostegni per dare una luce radente, che conferisce un gradevole senso di verticalità ed uno straordinario effetto di chiaro scuro.

 

La facciata est è stata illuminata in maniera identica alla facciata di piazza Signoria utilizzando 5 proiettori da 150 watt del tipo a fascio allargato e lenti di fresnell. Nella cella campanaria della Torre di Arnolfo sono stati posizionati faretti di limitata potenza (35 watt) a fascio stretto capaci di esaltare la rotondità delle colonne.

 

L'illuminazione del Camminamento Scoperto è stata realizzata con 39 proiettori equipaggiati con lampade a fluorescenza della potenza di 36 watt ciascuno, in grado di creare un delicato e sottile bordo luminoso allo skyline del palazzo. Una potenza limitata sufficiente a sagomare i merli e quindi a risaltare parti del palazzo che non erano ancora percepibili da buona parte delle viste laterali. Per accentuare l'effetto ricercato, i corpi illuminanti sono stati disposti sul lato interno del camminamento.

 


Per il Camminamenti Coperto sono state scelte apposite plafoniere 2 X 18 Watt, applicate ai 37 corpi illuminanti e schermate con alette frangiluce, progettate per direzionare la luce verso la volta. Il nuovo impianto associa sensibilità artistica e competenza tecnica, in una complessa ricerca illuminotecnica che ha modellato la luce nel rispetto dei monumenti, anche grazie al sofisticato software capace di diminuire ed aumentare i flussi luminosi.
Per quanto riguarda i camminamenti di ronda, si tratta di interventi sulla staticità di Palazzo Vecchio a cura del Servizio Belle Arti e Fabbrica cominciati nel luglio del 2006 e appena conclusi.

 

Il degrado del camminamento coperto riguardava una marcata decoesione degli intonaci con infiltrazioni di acque piovana. Il paramento murario in pietra arenaria presentava inoltre un grave grado di sporco. Il camminamento scoperto, totalmente esposto agli agenti atmosferici per la sua posizione dominante, risultava ancor più bisognoso di restauri. Il quadro più allarmante riguardava però la staticità del palazzo.

 

Oltre ad un generalizzato allentamento della muratura, ben quattro capochiave delle finestre ad arco della Sala delle Bandiere risultavano allentati di oltre 40 mm. Inoltre tre architravi erano lesionati e la muratura interna dei due angoli (nord-ovest e sud-ovest) presentavano fessurazioni passanti significative, superiori ai 10 mm.

 

Dopo sei mesi di attento monitoraggio, l'analisi dei dati ha portato ad un doppio intervento: la ricucitura delle lesioni angolari e la cerchiatura delle porzioni di muratura degradata. Il progetto esecutivo ha previsto l'inserimento di barre di acciaio inox da 20mm dentro buchi da 60mm, realizzati con carotatrice per perforazioni orizzontali per lunghezze variabili dai 3 agli 11 metri a secondo dei casi.

 

Le barre di acciaio sono state quindi preventivamente inserite entro una calza di tessuto con funzioni di contenimento della malta da iniettare, secondo una tecnologia specifica per questo tipo di operazioni. In accordo con i tecnici responsabili della tutela e facenti capo alla Soprintendenza ai Monumenti della Toscana, la cerchiatura è stata realizzata esternamente al paramento murario interno in maniera totalmente reversibile, con l'impiego di cavi di tipo nautico ancorati con piastre d'acciaio.










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