L'inchiesta sul Sum, l'Istituto Italiano di Scienze umane, non si fa per niente semplice. Sono sei per ora gli indagati, tra cui il rettore dell'Università di Firenze, Augusto Marinelli e lo stesso direttore del Sum, Aldo Schiavone. Marinelli si difende: "Resto al mio posto. Sono convinto che la questione possa essere chiarita"
Firenze, 7 dicembre 2007 - Questa volta non si tratta di concorsi truccati, perchè di concorsi, al Sum , l’Istituto Italiano di Scienze Umane, la più prestigiosa realtà del genere in Italia, non ce ne sono. Qui si arriva e si insegna perchè si è già dei luminari incontrastati e dunque ci si approda per 'trasferimento' da università, dove già si è titolari di cattedra e docenti di fama. Ed è proprio questo il punto che la magistratura vorrà e dovrà chiarire: anche se di concorsi non si tratta, questi trasferimenti, trattandosi di un’istituzione pubblica, il Sum, appunto, che ha ricevuto anche e riceve cospicui fondi pubblici, sono stati fatti con criteri di imparzialità e rispettando soltanto la fama dei cattedratici, o si è costitutito un comitato di affari, di amici e colleghi, che ha premiato soltanto chi voleva? L’inchiesta si presenta per nulla facile. Tra i sei indagati, come si sa, oltre al rettore dell’università di Firenze, Augusto Marinelli, (nella foto a sinistra) c’è lo stesso direttore del Sum, il professor Aldo Schiavone, docente di diritto romano nell’ateneo fiorentino.
Inutile negare che l’iniziativa della magistratura (che si riferisce a fatti accaduti nel giugno 2006) ha fatto calare un velo di imbarazzo sul mondo accademico fiorentino. Troppo famosi i nomi degli 'avvisati', incancellabile il fatto che sia indagato lo stesso rettore, anche lui, come gli altri, per concorso in abuso di ufficio.
Augusto Marinelli, che nell’inchiesta aperta viene chiamato in causa per il ruolo da lui svolto al momento della nascita del Sum, in qualità di membro del Consiglio provvisorio dell’Istuituto (mentre oggi è membro del Consiglio di garanzia, presieduto da Umberto Eco) ha affidato una sua replica, ad un comunicato di 13 righe, che l’ufficio stampa dell’università fiorentina ha diramato ieri in tarda mattinata. Nel comunicato, Marinelli, dopo aver ricordato come la sua chiamata in causa si riferisca al ruolo avuto nel Consiglio provvisorio, nel quale venne nominato proprio perchè rettore, dice ancora: "Sono convinto che la questione al centro dell’inchiesta in atto potrà essere chiarita del tutto e sono a disposizione della magistratura, di cui ho piena stima, per ogni approfondimento necessario a documentare la correttezza del mio operato. Proseguo con serenità il mio lavoro e attendo, perciò, con fiducia, l’esito delle indagini che auspico possano concludersi al più presto".
Il professor Aldo Schiavone, uno dei maggiori studiosi di diritto romano, napoletano di Pomigliano d’Arco, con una consolidata carriera di eccellenza, è stato nominato direttore del Sum (come previsto dall’ articolo 8 dello statuto) con un decreto ministeriale del 30 novembre del 2006. Già ieri l’altro, appena informato dell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Giulio Monferini, ha scelto solo poche parole per rispondere alle domande. Come ieri, quando ha ribadito che: "Ogni accertamento da parte dell’autorità è il benvenuto". Non un comunicato, non una riga di aggiunta, come invece ha deciso di fare il rettore Marinelli.
Ieri, al sum, è stata un’altra prestigiosa giornata di studi. Come tante altre. Alle 17, a tenere lezione, c’ era il professor Sabino Cassese, giudice della Corte Costituzionale, docente di diritto amministrativo presso 'La Sapienza' di Roma, ex ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi, uno dei maggiori studiosi di diritto amministrativo. Se l’iniziativa della magistratura avrà effetti concreti già da subito sulla vita del Sum, è difficile dirlo. Per ora, per esempio, non si parla di dimissioni di nessuno, dagli incarichi ricoperti, fra i docenti raggiunti dagli avvisi di garanzia. Decisione che, comunque, qualcuno potrebbe anche prendere nei prossimi giorni, per farsi da parte in attesa che i giudici chiariscano l’intera vicenda. Aldo Schiavone, dopo la laurea in Giurisprudenza, e i primi incarichi universitari avuti a Napoli e poi a Bari, e alcuni riconoscimenti all’estero (a Parigi, nel 1985, presso la Scuola di alti studi in scienze sociali; a Princeton, dove nel 1998 ottenne la 'membership' dell’ 'Institute for advanced study'), ha sempre più consolidato la sua presenza a Firenze. Dal 1997 era stato direttore del dipartimento di teoria e storia del diritto dell’università fiorentina; e nel 1999 era diventato preside di Giurisprudenza.
Un velo, dunque, appanna per ora, la luce del Sum. L’Istituto, la sua nascita, erano stati il frutto di una stagione precisa della storia universitaria di questi anni: quella del ministro Letizia Moratti, della riforma, dei fondi da lei voluti, e con molte polemiche, per promuovere l’eccellenza a costo di tutto il resto. E non è un caso che il Sum fosse stato creato insieme ad un’altra istituzione simile, per finalità, anche se in campi diversi (economici) come l’Imt di Lucca ( Istituzioni, Mercati, Tecnologie).
Ennio Macconi
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