Le vittime confermano le accuse
Ma c'è il rischio della prescrizione
Sono iniziati gli interrogatori per il parroco accusato di violenze sessuali, psicologiche e azioni di plagio. Se, come sembra, le violenze si conclusero nel 1987, il caso sarà archiviato
Firenze, 17 aprile 2007 - Sono già iniziati gli interrogatori delle vittime delle molestie di don Lelio Cantini, l’ex parroco della chiesa fiorentina Regina della pace, accusato da alcuni fedeli di violenze sessuali, psicologiche e azioni di plagio.
La raccolta delle deposizioni è affidata in prima persona ai sostituti procuratori Paolo Canessa e Fedele La Terza su incarico del procuratore Ubaldo Nannucci. I due magistrati non hanno finora dato alcuna delega alla polizia giudiziaria anche in virtù dell’estrema delicatezzza del caso, preferendo appunto operare in prima persona. Gli interrogatori, che hanno preso il via alla fine della scorsa settimana, avvengono in luoghi diversi dagli uffici della procura di via Strozzi proprio per tutelare la riservatezza delle persone offese che si sono finalmente rivolte alla magistratura ordinaria.
Da indiscrezioni sembra che le prime deposizioni confermino in toto quanto emerso fino a oggi, non solo dunque i fatti in sé, ma soprattutto il tempo in cui questi sarebbero avvenuti. Il più chiaro di tutti, peraltro, è stato lo stesso arcivescovo di Firenze, monsignor Ennio Antonelli, che nella lettera inviata sabato ai giornali ha parlato apertamente di don Lelio Cantini "riconosciuto responsabile di delittuosi abusi sessuali su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze".
La data chiave è infatti quel 1987. Se la procura dovesse appurare che in quell’anno si conclusero le violenze del parroco — oggi 84enne — allora il procedimento penale nei confronti del parroco andrebbe per forza di cose archiviato per avvenuta prescrizione. Per quel tipo di reati, infatti, il codice prevede la prescrizione a quattordici anni dal fatto: dunque, solo una molestia avvenuta almeno nel 1993 darebbe alla procura della Repubblica un adeguato margine di manovra per proseguire l’azione penale contro don Lelio Cantini. Ma, al momento, questa ipotesi non sembra trovare molte speranze fra gli inquirenti.
Gigi Paoli
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