Empoli, 2 giugno 2017 - Cari concittadini, prepariamoci ad avere un ‘nuovo’ municipio. L’edificio di via del Papa sarà abbandonato a favore di Palazzo Ghibellino (piazza degli Uberti) per le funzioni di rappresentanza, e dell’Ospedale Vecchio (via Paladini), riveduto e corretto chiaramente, per gli uffici e i servizi. Ora non ci sono più dubbi, se qualcuno ne aveva. La scelta è stata confermata autorevolmente dal sindaco Brenda Barnini nella presentazione della manovra finanziaria dell’amministrazione comunale. Non sarà uno scherzo, ben lo sanno ai piani alti del Comune, per la sfida progettuale ingaggiata, soprattutto quella del Ghibellino (la soprintendenza ha già imbracciato il metaforico fucile del rispetto delle norme) in quanto edificio storico, anche se pure l’Ospedale Vecchio, a questo riguardo, si difende. L’impegno finanziario previsto è stato fissato a 2,8 milioni di euro per le due sedi.

I lavori sono abbastanza vicini (inciampi burocratici permettendo), visto che il sindaco ha ricordato che per Palazzo Ghibellino «si dovranno attendere sei mesi per la progettazione esecutiva, poi passeremo alla gara d’appalto». Si tratta, per i due edifici, di un’opera di recupero e riqualificazione decisamente di peso. La somma prevista non è altissima perché sull’Ospedale Vecchio si interverrà solo sulle parti lasciate libere, diciamo così, dall’Università e dal Cam, il Centro per le attività musicali. Non è stato citato il Laboratorio per le nanotecnologie perché sarà spostato durante i lavori: le vibrazioni potrebbero alterare i risultati degli studi e in genere il lavoro dei tecnici. Poi, a meno di fatti nuovi, il Laboratorio tornerà nei locali occupati nel palazzo che ha visto curarsi generazioni di empolesi e non solo. Il Comune occuperà circa 2.000 metri quadrati dei 10.000 totali dell’ospedale di via Paladini.

La scelta di lasciare la sede ‘storica’ del Comune di via del Papa si deve anche, oltre ad un oggettivo invecchiamento della struttura, pure a un dato pesante per le casse dell’ente. L’edificio non è mai stato di proprietà dell’amministrazione cittadina, visto che, dopo la Cassa di risparmio di Firenze, il vecchio proprietario, i sindaci che si sono succeduti, fino a Barnini, hanno pagato l’affitto a una società immobiliare della famiglia Pucci, una dinastia imprenditoriale del settore moda, di Castelfiorentino. La pigione, per così dire, non è certo da alloggio popolare, visto che stiamo parlando di un palazzo in pieno centro. Ogni anno il Comune versa nelle casse dell’immobiliare la somma di 300.000 euro. Quindi, l’investimento sarà ripagato in un numero ragionevole di anni. «Vedremo poi – ha aggiunto il sindaco – quale sarà il futuro dell’attuale sede del Comune».