Montelupo Fiorentino, 3 gennaio 2018 - «Abbiamo bisogno di aiuto, mio padre ci ha fatto del male». Questa in sintesi la richiesta di aiuto arrivata alla centrale operativa dei carabinieri il primo dell’anno. Dall’altra parte del telefono, con la voce ancora tremante, un giovane, minorenne, deciso a mettere al sicuro se stesso, la sua mamma e sua sorella, dalla furia cieca del padre. L’uomo, fuori di sé complice anche qualche bicchiere di troppo, aveva minacciato di morte il ragazzo con un coltello, salvo poi picchiarlo. E salvo rivolgere botte e violenza contro la moglie, ferita alla testa.

Un pomeriggio d’inferno culminato con le manette ai polsi di un 35enne di origini albanesi, G.P. le sue iniziali , accusato di aver maltrattato tra le mura domestiche i suoi cari. In teoria, i suoi affetti, tramutatisi ai suoi occhi in bersagli contro i quali scaricare la propria rabbia. A mettere fine all’incubo per la madre e i suoi figli, ci hanno pensato i carabinieri della stazione di Montelupo Fiorentino. Sono stati loro a intervenire e a trarre in arresto il 35enne in evidente stato di ebbrezza.

L’allarme è scattato poco dopo le 18: madre e figli, fuggiti, si erano rifugiati, a quanto appreso, in un bar lungo la Tosco Romagnola a Montelupo Fiorentino. Da lì hanno chiesto aiuto ai militari della Compagnia empolese guidata dal capitano Giorgio Guerrini, prontamente intervenuti per cercare di fare chiarezza su una situazione di estrema gravità. Madre e figli erano visibilmente scossi per le violenze fisiche e psicologiche subite. La donna, sottoposta alle cure mediche del caso al pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.

A preoccupare un taglio provocatole dal marito sulla testa: l’uomo l’aveva colpita con un telefono cellulare, forse nel tentativo di impedirle di chiedere aiuto. Prima, come accertato dai carabinieri della stazione guidata dal maresciallo Gaetano Vulcano che hanno ascoltato a lungo le vittime, il 35enne si era accanito sul figlio maggiore: per futili motivi, lo aveva minacciato di morte con un coltello da cucina e, non contento, lo aveva colpito a mani nude sulla schiena. Il tutto sotto gli occhi della figlia minore, costretta ad assistere inerme alle violenze.

Tutt’altro che una prima volta. Le vittime, sentite dalle forze dell’ordine, hanno rivelato che quanto accaduto a Capodanno non è stato un episodio isolato, bensì una triste normalità. Le violenze si sarebbero ripetute nel tempo, senza mai essere denunciate per paura di ripercussioni ancora più gravi da parte di quel marito e padre di famiglia che, dopo gli atti e gli accertamenti di rito, è stato rinchiuso nel carcere fiorentino di Sollicciano a disposizione dell’autorità giudiziaria.