Montespertoli, 18 giugno 2017 - La scusa dell’acqua del rubinetto da verificare, perché potrebbe contenere mercurio, ossia veleno. La richiesta di infilare oro e denaro in frigo per evitare che vengano danneggiati durante le operazioni. Poi ‘arrivederci e grazie’: il tecnico se ne va e con lui spariscono anche gli averi della vittima di turno. Questa volta, a cadere nella trappola dei falsi operai è stata una signora di 79 anni, residente nella frazione di Montagnana, nel territorio di Montespertoli. Il raid è scattato ieri mattina, verso l’ora di pranzo.

Con ogni probabilità il finto addetto, presentatosi per conto di Publiacqua, aveva monitorato con attenzione le abitudini della padrona di casa. Magari la teneva d’occhio già da qualche giorno per essere certo che il suo piano andasse a buon fine. Come è stato: alla fine della farsa è riuscito a portare via circa 500 euro e monili in oro il cui valore è in corso di accertamento.

«Salve, mi manda Publiacqua. Sono qui perché devo fare delle verifiche al suo impianto: c’è il rischio che l’acqua del rubinetto sia contaminata dal mercurio». Una spiegazione attenta, circostanziata e credibile, quella propinata alla pensionata, attenta ad ascoltare i pericoli che avrebbe corso se davvero l’acqua fosse stata avvelenata. Perciò, sicura di fare la cosa giusta, la 79enne ha fatto strada a quell’uomo, senza alcun tesserino di riconoscimento, bensì munito di pettorina ad alta visibilità. Con l’aria di chi sapeva cosa stava facendo, il sedicente operaio si è fatto portare in cucina e, prima di mettersi all’opera, ha messo l’anziana in guardia sulle conseguenze di quegli accertamenti.

«La sostanza utilizzata può danneggiare contanti e oro – le ha spiegato – perciò, mi raccomando, raccolga in una busta tutti i suoi averi e li metta nel frigo». La paadrona di casa ha radunato quanto in suo possesso e, ubbidiente, lo ha sistemato in congelatore, eseguendo alla lettera le ‘premurose’ indicazioni poi rivelatesi un raggiro in piena regola. Lo ha capito tuttavia troppo tardo la pensionata, quando il falso tecnico, completato l’intervento, si era già dileguato a bordo di una utilitaria.

Del fatto sono stati avvertiti i carabinieri della Compagnia di Scandicci, guidata dal capitano Stefano Caneschi: pochi gli indizi a disposizione dei militari che hanno fatto scattare le ricerche sulla base di quanto raccontato dalla pensionata, amareggiata e sotto choc per l’episodio. Non certo una ‘prima volta’. A più riprese tanto i gestori delle varie utenze, utilizzate dai truffatori come ‘biglietto da visita’, tanto i carabinieri e le altre forze dell’ordine hanno fornito indicazioni anti-raggiro. La prima: nessun tecnico di Acque o altre aziende è autorizzato a entrare nelle abitazioni per fare accertamenti di qualunque genere. E soprattutto diffidare da chiunque si presenti alla vostra porta senza un tesserino di riconoscimento. In caso di dubbi o sospetti, contattate senza esitazione il 112.