Empoli, 13 febbraio 2018 - La notizia è trapelata qualche giorno fa: prima in una direttiva e poi in un incontro con le aziende sanitarie. Per chiudere anche quest’anno il bilancio della sanità toscana in pareggio bisognerà fare dei sacrifici. Che tradotto significa tagliare sui dipendenti.

Si parla di circa 45 milioni di euro così suddivisi: Careggi dovrà risparmiare circa 6 milioni di euro, la Asl Toscana Centro il doppio, 12 milioni; la Nord-Est e la Sud-Ovest circa 10 e le aziende ospedaliere di Pisa e Siena tra i 4 e i 5 milioni. I sindacati sono già sul piede di guerra. «Per la Asl Toscana Centro – interviene Massimo Cataldo, responsabile territoriale Cisl Fp – si parla di un risparmio pari a circa 12 milioni di euro, che significherebbe un taglio di circa 400 operatori sparsi tra Firenze, Prato, Empoli e Pistoia. Il tributo più alto lo pagherebbe Prato, colpito per il 35%, ma per Empoli si parla di almeno il 15%. E’ arrivato il momento di capire l’importanza del ‘fattore umano’.

Nel territorio empolese – sottolinea Cataldo – la corda è tirata al limite e sta rischiando di spezzarsi, il personale è sottoposto a carichi di lavori immani. Una prova di quanto affermato è il ricorso alle reperibilità per fronteggiare le assenze di personale che altrimenti rischierebbero di trasformarsi in riduzione dei servizi. Fino ad oggi le lavoratrici e i lavoratori – insiste il sindacalista – hanno sempre fatto fronte alle difficoltà, adesso, però, il rischio potrebbe essere quello di non riuscire a garantire i servizi erogabili. La Cisl – conclude Cataldo – è pronta a un confronto serio per programmare una politica sui fabbisogni del personale assicurando i servizi a misura dei cittadini, ma per farlo ci aspettiamo serietà e coraggio, da parte di tutti». Anche la Cgil Fp batte i pugni sul tavolo.

«Il taglio di 45 milioni di euro per il personale – commenta Alice D’Ercole segretario generale Cgil Fp – sarebbe una misura di una gravità assoluta. Pochi giorni fa abbiamo firmato un accordo col presidente Rossi nel quale la Regione si impegna a non tagliare sul personale in modo lineare e ad attivare la concertazione sull’organizzazione del lavoro. Solo poco tempo dopo ci troviamo davanti a notizie in cui si parla di indicazioni già date alle aziende di tagli lineari. Non è giusto e non è serio. E se quei tagli restano, ci sarà inevitabilmente una drastica riduzione dei servizi e un peggioramento della qualità dell’assistenza».