Montelupo Fiorentino, 6 gennaio 2018 - E'  stato nominato un perito che ‘legga’ le tracce biologiche repertate dagli investigatori tra viale Umberto I e il parco dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino. Che dia risposte utili a individuare profili genetici e, dunque, a dare un volto a chi, all’alba del 14 ottobre scorso, si accanì con violenza sulla giovane fucecchiese, ai tempi 17enne, da qualche settimana ormai maggiorenne.

A volerlo è stato il sostituto procuratore Alessandra Falcone, incaricata delle indagini per tentato omicidio. A poco meno di tre mesi di distanza, l’aggressore – o gli aggressori – non ha ancora un volto. Gli investigatori della squadra mobile di Firenze, coadiuvati dal commissariato di Empoli, sono ancora all’opera. Attendono risposte dai laboratori, dove si lavora su quanto isolato su indumenti e sotto le unghie della giovane, e dalla vittima dell’agguato, alle prese con una memoria che non vuole saperne di collaborare. Il vuoto, dovuto al grave trauma, tarda a riempirsi di ricordi utili a incastrare il colpevole. Con ogni probabilità un uomo, non è escluso in compagnia di una o più ‘spalle’ pronte a dargli man forte. Intorno alle 6.30 del mattino, ha massacrato la ragazza reduce da una serata trascorsa con amici in una discoteca del Montelupino.

Nessuno avrebbe assistito alle botte. Alcuni residenti hanno udito un grido, niente più. La giovane, colpita alla testa con il suo stesso cellulare (le ferite sarebbero compatibili) poi sparito nel nulla, è stata assalita sotto le finestre dei palazzi del viale, per poi essere trascinata per circa duecento metri fino al margine del parco: nel tragitto ha perso le scarpe e sangue. E qui s’inserisce il lavoro del perito dalla procura: isolati i profili genetici ed escluso quello della ragazza, dovrà ‘classificarli’ con riscontri irripetibili per offrire agli investigatori i profili cui comparare il dna.