Empoli, 19 aprile 2017 - «Sabbia al posto dei vialetti calpestati ogni giorni da centinaia e centinaia di pendolari, qualche sdraio da poter prendere a noleggio. Manca soltanto questo perché l’area pedonale di piazza don Minzoni guadagni il titolo di ‘Empoli beach’». E’ una provocazione, per carità, ma ormai chi passa dalla zona della stazione la butta là, tra l’ironico e il, tristemente, rassegnato.

A ispirarlo i bivacchi ormai di casa nelle aiuole erba e fiori, segno di una mite primavera. Perfetta per trascorrere il tempo all’aria aperta in compagnia di alcolici, del cane e a piedi nudi. E’ la vita quotidiana di chi, senza fissa dimora per scelta o destino, non ha altro da fare. Né cartellini da timbrare né doveri cui ottemperare.

Tempo libero da trascorrere in barba a quanto stabilito dal regolamento di polizia urbana a proposito di degrado e affini. Un insieme di regole messe nere su bianco che tutti dovrebbero rispettare, anche chi ha una visione ‘aperta’ della civile convivenza. Tra le regole spicca, al titolo II, capitolo II (Civile convivenza, igiene e pubblico decoro), l’articolo 24 che stabilisce il divieto di «entrare nelle aiuole, nei recinti e in qualunque altra parte non destinata a pubblico passaggio». E’ solo un esempio.

Lo spettacolo davanti alla sede della stazione ferroviaria non è edificante, a maggior ragione quando la birra, immancabile a questi picnic non autorizzati, fa il suo effetto e cancella i freni inibitori: c’è chi urina agli alberi della piazza, chi fa valere le sue ragioni tra urla e strilli e, talvolta, spintoni. Oltre al ‘brutto da vedere’, in questi casi si aggiunge un disagio che, la sera, diventa paura. «Ma lei ce la porterebbe sua figlia qui?», chiede una signora di passaggio. Una domanda retorica: piazza don Minzoni, da tempo, non è luogo per bambini.