Empoli, 11 settembre 2017 - Livornesi, e fieri di esserlo, ma empolesi d’adozione. Roberto Ramacciotti (65 anni) e il figlio Simone (37 anni), vittime dell’alluvione di Livorno – con loro hanno perso la vita anche la moglie di Simone, Glenda, e il loro bambino Filippo (4 anni) annegati nell’ appartamento in via Nazario Sauro invaso dall’acqua – lavoravano a Empoli. Erano due dei quattro soci dell’agenzia di assicurazioni Generali di via Carrucci, una delle più importanti del gruppo dove lavorano diverse persone tra impiegati, ispettori e sub agenti, che da oggi si trovano orfani dei loro punti di riferimento.

Roberto e Simone Ramacciotti, padre e figlio, erano agenti dell’agenzia Generali in via Carrucci, amati e conosciuti da moltissimi empolesi

«Roberto era il pilastro dell’agenzia – racconta a nome di tutto lo staff la socia Monica Ferretti (Alessandro Berti è il quarto socio, ndr) – Lavoravamo insieme da 25 anni. Simone era arrivato nel 2009 ed era diventato il braccio destro di Roberto. Due persone eccezionali, sempre con il sorriso sulle labbra, che trasmettevano positività e stimoli a tutti. Non riusciamo ancora a crederci». In questo momento di grande dolore tutta l’agenzia empolese si stringe attorno alla piccola Camilla di 3 anni (salvata dal nonno eroe), alla moglie Paola e al figlio Giorgio, due anni più giovane di Simone, di professione medico, in servizio all’Isola d’Elba. Roberto e Simone non erano soltanto due professionisti seri e competenti, ma anche due livornesi molto presenti nella vita empolese: da tempo erano sostenitori della stagione concertistica e dell’attività del Centro Studi Musicali ‘Ferruccio Busoni’. Ogni anno Roberto organizzava anche il viaggio premio dell’agenzia: lo scorso anno agenti e ispettori si erano concessi una mini vacanza a Palermo. A novembre ne avrebbero fatta un’altra, tutti insieme. «Ne parlavamo proprio in questi giorni – continua l’amica socia – La destinazione? Voglio che rimanga un ricordo tutto mio».

In pausa pranzo e nei momenti di relax dal lavoro sapevi sempre dove trovare Roberto e Simone: il bar ‘Cirisiamo’ di via Roma era il loro locale preferito. Roberto Ramacciotti lo frequentava fin da quando si chiamava Caffè Roma. E anche quando, nel 2005, è cambiata l’insegna, le abitudini del professionista livornese non sono mutate: colazione e pranzo, due tappe fisse. «Senza Roberto al tavolo con i suoi colleghi non sarà più la stessa cosa – dicono dal Cirisiamo – Tutto lo staff è sconvolto. E’ una tragedia immensa. Lui e il figlio Simone erano due persone solari. Roberto, sempre con la battuta pronta, non mancava mai di sottolineare quanto fosse attaccato alla sua Livorno, ma anche come gli piacesse Empoli. Ci mancheranno moltissimo. Alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze».