Disturbi alimentari ecco come affrontarli

di ALBERTO ANDREOTTI
DISTURBI ALIMENTARI, uno dei problemi che si sta diffondendo sempre di più specialmente nelle fasce giovanili e la cui complessità spesso non aiuta ad individuare pe...
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2861.jpg 2009-10-04
di ALBERTO ANDREOTTI
DISTURBI ALIMENTARI, uno dei problemi che si sta diffondendo sempre di più specialmente nelle fasce giovanili e la cui complessità spesso non aiuta ad individuare percorsi terapeutici univocamente efficaci. La nuova «Ecomedica» si propone di diventare un centro di studio e riferimento per questa fascia sempre più numerosa di pazienti. Qui lavora da anni il professor Fabrizio Angelini, specialista in endocrinologia e medico nutrizionista con ampie esperienze anche nel mondo dello sport. Ospite di Angelini, in questi giorni, il professor Riccardo Dalle Grave, uno dei massimi esperti a livello italiano ed europeo di disturbi alimentari, con una formazione quasi totalmente di stampo americano. Alle viste una collaborazione?
«E’ PRESTO per dirlo — risponde Angelini — Certo è che Dalle Grave ed io ci conosciamo da tempo e scambiamo i nostri lavori su più campi. Ritengo che lui sia fra i più qualificati esperti italiani per affrontare a livello sistematico ed epidemiologico i disturbi dell’alimentazione e mi piacerebbe mettere questa struttura a sua disposizione».
«QUELLO CHE è stato realizzato qui a Empoli — dice Dalle Grave riferendosi alla nuova sede di Ecomedica — è bellissimo ed ha pochi uguali in Italia. Soprattutto a livello di diagnostica, che chiaramente oggi è sempre più indispensabile nel nostro lavoro, è raro trovare tante apparecchiature concentrate nella medesima struttura, a portata di mano di tutti i cittadini».
«SAREBBE BELLO — aggiunge Angelini — avviare con un’equipe un progetto serio per mettere a punto una terapia per i disturbi dell’alimentazione. A mio avviso in Italia siamo un po’ indietro perché le esperienze e le informazioni girano un po’ meno rispetto, per esempio, a quello che avviene negli Stati Uniti. Le terapie basate sull’evidenza non vengono insegnate. Anche sulla correlazione fra anoressia, bulimia o obesità con la depressione ed i conseguenti problemi esistenziali, si può e si deve fare di più. Serve un approccio un po’ più a 360 gradi».
«CON LA MIA equipe — racconta Dalle Grave — ci stiamo interfacciando con l’Università di Oxford, scambiamo dati ed esperienze. E’ vero, in Italia finora c’è poca comunicazione e, di conseguenza, scarsa conoscenza. Nei confronti di disturbi come quelli legati all’alimentazione, l’approccio deve essere multidisciplinare, dal nutrizionista allo psicologo. Uno dei nostri obiettivi è quello di disseminare l’informazione in proposito attraverso le scuole, le famiglie, le società sportive. Come in tutte le patologie, se si affrontano i casi precocemente, i risultati sono eccellenti».
Nella foto, da sin. Angelini e Dalle Grave
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