Castelfiorentino, 9 febbraio 2018 - Tutto è iniziato il 13 agosto 2014 quando i volontari della basilica di San Lorenzo fuori le mura al Verano, Roma, trovarono sull’altare della chiesa una busta con un CD e una lettera. Il disco conteneva una registrazione audio di un inno inedito dedicato a San Lorenzo martire. I frati cappuccini che amministrano la struttura religiosa, dove sono custodite le reliquie del santo, lo ascoltarono e subito dopo chiamarono il numero riportato nella lettera. Dall’altra parte del filo risposte il suo autore: Stefano Mattii, 51 anni, animatore liturgico e organista del Coro di San Lorenzo di Castelfiorentino.

Da quel giorno tante cose sono successe e oggi quel canto, dal titolo «Lorenzo martire: Santo di Dio», è diventato a pieno titolo l’inno di lode ‘ufficiale’ del santo. Il testo è stato anche inciso su un’epigrafe collocata nella cripta dove riposano le spoglie di San Lorenzo. Lo cantano nella basilica capitolina e in tante altre chiese dedicate al santo romano. In pochi anni, grazie a youtube, l’inno è diventato una ‘hit liturgica’ e ha fatto il giro del mondo.

«Mi hanno chiamato anche dalla Spagna e dal Brasile per chiedermi se potevano tradurre il testo e cantarlo nelle loro parrocchie», racconta orgoglioso Mattii, che ogni anno, il 10 agosto, con il coro castellano scende nella Capitale per animare la messa nella basilica romana. E questa è soltanto una delle tante date in programma, perché il coro valdelsano ormai è richiestissimo e gira l’Italia. «Ci invitano dappertutto – racconta il compositore castellano – e noi siamo felicissimi di diffondere questo inno».

Mattii è un autodidatta che ha un ‘orecchio assoluto’, ma non conosce la musica scritta. «Ci credereste che non so scrivere né leggere uno spartito – sorride – ?Ma so riprodurre perfettamente alla tastiera una melodia quando mi arriva in testa. E’ una dote che ho sempre avuto, fin da quando ero piccolo. Avevo circa 10 anni quando mio padre mi regalò un piccolo organo con il quale tentavo di riprodurre le musiche che ascoltavo in chiesa da chierichetto. Quelle note mi appassionavano così tanto che a casa non smettevo di esercitarmi. Pochi mesi dopo mi affidarono il compito di suonare durante la messa l’organo della chiesa di San Lorenzo a Castello Alto. Ero piccolo e per arrivare alla tastiera ero costretto a suonare in piedi. La mia timidezza era tale che chiesi anche di spostare l’organo in un punto dove non mi si vedesse in faccia».

Il giovane Mattii provò anche a frequentare una scuola di musica per perfezionare la tecnica. «Ad un certo punto, però, il maestro mi mise davanti ad un bivio: se vuoi continuare a seguire le lezioni devi smettere di suonare l’organo di chiesa. Rifiutai». La prima composizione di un canto liturgico risale al 1990. «Lo presentai al coro della parrocchia di San Lorenzo, ma non rivelai che lo avevo scritto io, perché avevo paura che potesse non piacere – racconta –. Invece fu un successo, e poco dopo lo sentii cantare anche nella chiesa di Santa Verdiana. Fu lì che capii che avrei potuto scriverne altri».

Nel 2007 il primo CD con un’intera messa cantata. «L’inno dedicato a San Lorenzo – ricorda Mattii – è arrivato di getto. Eravamo vicini alla celebrazioni del 10 agosto e mi accorsi che ancora la nostra chiesa non aveva un inno proprio per quell’occasione. Mi misi alla tastiera e in quaranta minuti lo composi. Lo cantammo con il coro e dopo tre giorni una copia la lasciai sull’altare della basilica di San Lorenzo a Roma. Tutto ciò che è successo da lì in poi ha sorpreso anche me».