Empoli, 9 gennaio 2018 - «Inaccettabile una gestione a dir poco approssimativa del bene più prezioso della collettività, cioè la salute». Chi parla è Gianni Piccini, segretario territoriale del Nursind Empolese e Valdelsa. E’ il sindacato delle professioni infermieristiche che si occupa, tra l’altro, anche di quanto accade tra corsie e piani dell’ospedale San Giuseppe. E proprio lì, ieri, si è verificato l’intoppo.

«Siamo venuti a conoscenza del blocco delle liste d’attesa degli interventi chirurgici, tranne che per senologia, per tre giorni a causa del massiccio afflusso di pazienti con patologie mediche riconducibili al picco di sindrome influenzale che era previsto in questi giorni – mette in chiaro il sindacalista – Così, oltre alle condizioni precarie nelle quali versa il pronto soccorso, siamo di fronte a una vera emergenza posti letto nei setting di medicina interna. Un’emergenza che ha portato la necessità di accettare i pazienti, che avrebbero dovuto essere gestiti nelle degenze mediche, nei setting chirurgici». Un quadro complesso ed estremamente delicato che fa infuriare il rappresentante del Nursind.

«E’ inaccettabile – ribadisce con determinazione Piccini - se si pensa che gli operatori si trovano a lavorare in degenze con pazienti operati e altri con infezioni, soprattutto polmonari, anche di seria entità». C’è poi il capitolo ‘terapia intensiva cardiologica’.

«Sono stati recentemente aumentati due posti letto adibiti a pazienti intensivi assimilabili a pazienti della rianimazione – spiega - ed è l’unico caso in tutta l’azienda Asl Toscana Centro, senza aver previsto un aumento dell’organico infermieristico: sarebbe necessario un infermiere in più per turno. Come non bastasse durante la notte e i giorni festivi, un infermiere deve recarsi nella sala di emodinamica per dare man forte all’equipe attivata in reperibilità quando sopraggiunge un paziente con un infarto, per un tempo che oscilla da una a tre ore».

Sulle cause, Piccini non ha dubbi. «Tutto ciò non nasce oggi – attacca - bensì nasce da una gestione scellerata della programmazione sanitaria della Regione Toscana negli ultimi dieci anni, che ha previsto taglio dei posti letto e un turnover degli infermieri quasi mai al 100 per cento, con conseguente aumento del rapporto infermiere/paziente».