Castelfiorentino, 18 dicembre 2017 - Il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, ha più motivi di soddisfazione o insoddisfazione a fine anno? Abbiamo girato la domanda allo stesso Falorni.

Cosa ha realizzato quest’anno?

«Abbiamo rimesso le mani sui grandi temi del nostro territorio. Dalla nuova 429, di cui abbiamo aperto il primo lotto, alla riapertura, dopo otto anni, dell’Ostello e a gennaio la Pieve di Coiano sarà di nuovo accessibile al culto. C’è anche una bella notizia per i residenti di Modanna della Tosse: la Città Metropolitana realizzerà l’impianto di sollevamento da 700mila euro contro il rischio allagamenti. E tutti i lavori di asfaltatura delle strade e di manutenzione nelle scuole».

Cosa non è riuscito a fare?

«Avrei voluto rendere Castelfiorentino più sicura. Mi piacerebbe essere più incisivo, ma i poteri e il budget di un sindaco sono limitati. In questi giorni stiamo implementando la rete di videosorveglianza in zona stazione. Il progetto ‘Castello Sicura’ sta ricevendo adesioni e presto andremo a collocare nelle aree in cui abbiamo suddiviso il territorio cartelli che indicano che la zona è sottoposta a controllo del vicinato. Come sindaco ho più volte chiesto al Prefetto di incrementare le forze dell’ordine».

Commercio: qual è la fotografia di Castello?

«Direi che siamo in ripresa. Il bando ‘La strada dei mestieri’ per la rivitalizzazione del borgo alto e per il quale il Comune ha messo a disposizione 110mila euro, ha ricevuto dieci richieste. Anche nella parte bassa c’è un buon turnover: per un negozio che chiude un altro apre. Per rilanciare davvero il commercio sarebbe importante che gli affitti dei fondi si abbassassero e che la gente tornasse a vivere il centro cittadino».

Ospedale: la ricostruzione del padiglione chiuso per problemi di staticità doveva avvenire in tempi brevi. A che punto siamo?

«E’ in corso di assegnazione il progetto esecutivo da quasi un milione di euro che comprende la demolizione e poi la ricostruzione dell’edificio con 30 posti ospedalieri, di cui 12 per le cure intermedie, 8 per l’hospice e 10 per le cure dei disturbi alimentari. Nel 2018 contiamo di concludere la fase di progettazione per poi iniziare i lavori di demolizione nel 2019».

Ex Montecatini e area Shelbox: scatoloni vuoti e abbandonati. Che progetti ha il Comune?

«Sul primo complesso, il cui proprietario è il Comune, abbiamo ricevuto più di una manifestazione di interesse da parte di imprenditori privati che stiamo valutando. Il sito industriale della Shelbox è una doppia ferita per l’amministrazione: primo perché si sono perse decine di posti di lavoro e poi perché adesso l’area è desolatamente abbandonata. Ma qui il Comune non può fare molto. Dopo il fallimento, i terreni sono passati alla Banca di Cambiano e i capannoni a Fineco».

Da tempo i cittadini chiedono un intervento per il ponte sull’Elsa. Quando riuscirete a metterlo in pratica?

«Lo faremo presto e verrà inserito in un intervento di ristrutturazione più ampio. Sul ponte andremo a sostituire le ringhiere e rifaremo il marciapiede. Rimarranno le due corsie di marcia ma una diventerà Ztl con limitazioni d’accesso in alcune fasce orarie».

Irene Puccioni