Empoli, 17 marzo 2017 - «La propria abitazione è sinonimo di intimità, è famiglia. Per questa ragione, il furto in abitazione è quello che crea più allarme o, se si vuole, che mina la percezione di sicurezza». Un’analisi senza fronzoli, che ben fotografa gli animi accesi di chi vive nell’Empolese Valdelsa. In particolare, nei comuni nel mirino di bande abili a far razzie, tra questi Fucecchio.Lo spiega il capitano Giorgio Guerrini, comandante della Compagnia carabinieri di Empoli, non nuovo a consigli da elargire.

Capitano Guerrini, in estate le truffe erano la spina nel fianco. Oggi lo sono i furti?

«In questa fase, si avverte un calo di reati riconducibili a truffa rispetto a quelli inerenti i furti. E da quest’ultimi è più difficile difendersi».

Si spieghi meglio...

«Nella truffa, la vittima ha un ‘ruolo’. Investendo in una buona campagna di prevenzione come quella svolta dall’Arma anche negli ultimi mesi, si forniscono indicazioni utili da seguire. In caso di furto, il cittadino è fuori gioco, subisce».

E quindi come ci si difende?

«Cercando di tutelare il bene, nel caso specifico l’abitazione. Di accortezze ce ne sono e partono dalle piccole attenzioni».

Ci sono contesti più a rischio?

«Case isolate o che affacciano su strade poco trafficate: lì illadro agisce più indisturbato. Ben diverso se il raid è in condominio o in città: lì il furto avviene in pochi minuti».

Tutti i giorni sono uguali?

«Durantela settimanal’orario‘pericoloso’ va dalle17 alle 19, con i residenti al lavoro e l’arrivo del buio. Cambia qualcosa nel fine settimana: il furto si allunga anche in orario notturno».

Città o campagna, i modi per proteggere la casa sono gli stessi?

«Comele dicevo, si tratta di buone regole da seguire, oltre che di dotazioni antifurto che vanno dalla videosorveglianza alla porta blindata all’allarme, meglio che mai se collegato alle forze di polizia. Un esempio? In un palazzo, il primo passo è tenere chiuso il portone condominiale. In ogni casa che abbia un antifurto, attivarlo anche se si esce per pochi minuti».

Ci sono anche errori da evitare?

«E’ bene non fornire indicazioni sulla propria routine, turni dilavoro o serate fuori o periodi di assenza prolungata. Evitare anche di mettere l’indirizzo sui mazzi delle chiavi e di scrivere sul campanello più del cognome del proprietario. Ogni dettaglio sulla famiglia è un aiutino per il malintenzionato».

Occhio quindi anche all’uso dei social network?

«Sono uno strumento attraverso il quale chi vuole può recepire informazioni sugli utenti. Quindi, serve attenzione».

La comunicazione è anche al centro del controllo di vicinato, ossia cittadini in prima linea per tenere a bada il territorio...

«Può essere uno strumento utile per segnalare ciò che non va. A esempio, auto sospette: chiamare il 112 e dare una targa permette controlli mirati. La tempestività di una segnalazione è una delle chiavi perché sia efficace».