Empoli, 17 luglio 2017 - Bastano venti secondi, forse meno. Un attimo prima è piegato tra le bici sistemate una accanto all’altra nelle rastrelliere, un attimo dopo si allontana guidandone una. Come se niente fosse e come se quella bicicletta fosse sua. E’ il copione recitato con grande disinvoltura da chi di lavoro fa il ladro di bici. Quartier generale – ma non certo esclusivo – del raid da sellino, piazza don Minzoni. A due passi dalla stazione ferroviaria, da sempre la zona accoglie i mezzi lasciati da pendolari per ragioni di studio o lavoro.

Da tempo ormai, la situazione è precipitata. L’ultimo colpo è avvenuto di pomeriggio, pieno giorno. A sparire una bicicletta sistemata nei pressi del caffè dello scalo ferroviario. La piazza era piuttosto ‘movimentata’, ma questo dettaglio non ha scoraggiato i malintenzionati che poi si sono allontanati con disinvoltura con la bici rubata che, pochi metri dopo il luogo del furto, è stata di nuovo ceduta. Ormai la situazione è diventata pesante, c’è chi di due ruote se n’è viste sparire più di una.

C’è invece chi deve fare i conti con il furto a pezzi e a bocconi: a qualcuno è sparito il sellino, ad altri il seggiolino del bimbo, ad altri ancora la ruota posteriore, più facile da portar via, libera solitamente da catene e lucchetti. Basta fare due passi in piazza per trovare vari modelli con il posteriore sull’asfalto. Il Comune ha annunciato l’arrivo delle telecamere. Saranno otto, investimento 29mila euro. Basteranno a scoraggiare i manolesta del manubrio?