Empoli, 9 agosto 2017 - DOVEVA essere a casa, a scontare gli arresti domiciliari, invece era in giro, nelle zone dello spaccio fucecchiese. Fermato dai carabinieri per un controllo, ha pensato bene di ‘modificare’ le sue generalità così da farla franca. Una missione riuscitagli per un’oretta o poco più: la sua vera identità è emersa grazie a intuito e gioco di squadra dei militari e il fuggitivo è finito in manette.

M.M., cerretese di 48 anni, è stato arrestato per evasione. Un reato che si aggiunge a furto con destrezza e ricettazione commessi a Firenze il 30 luglio scorso. Era stato bloccato dalle forze dell’ordine, dopo che aveva rubato una borsa da un’auto: la proprietaria era a bordo, al telefono e con il finestrino tirato giù, un’entrata comodissima per il braccio del ladro, trovato fermato in sella a un motorino rubato. Anche lunedì sera, a Fucecchio, il 48enne era su un mezzo a due ruote, una bici stavolta. Lì i carabinieri della stazione erano impegnati in un servizio antidroga sulle colline.

NEI BOSCHI delle Cerbaie, quartier generale di spacciatori e tossicodipendenti, i primi in cerca di affari, gli altri di una dose. Il 48enne gironzolava con fare molto sospetto. I carabinieri lo hanno quindi fermato e subito dopo gli hanno chiesto di mostrare loro i documenti d’identità.

Apparentemente dispiaciuto, l’uomo ha spiegato di non averli con sé. E’ rimasto tranquillo, anzi nei confronti dei carabinieri si è dimostrato molto collaborativo nel fornire, a voce, tutti i dati di cui avevano bisogno. La pattuglia li ha comunicati al collega in centrale operativa e, dalle verifiche, non è emersa alcuna anomalia.

Il cerretese è risalito sulla sua bici e si è allontanato svelto, sotto gli occhi dei carabinieri insospettiti dalla situazione. Per vederci chiaro, hanno deciso di fare un ulteriore accertamento contattando i colleghi della stazione di Cerreto Guidi: quell’uomo assai gentile era stato comunque sorpreso in un luogo di spaccio. Il controllo in più è stato azzeccatissimo: i militari cerretesi, sentito il nome del fermato, hanno subito capito chi fosse in realtà e hanno avvertito la pattuglia che la persona in questione era sottoposta agli arresti domiciliari ed evasa.

Immediatamente sono scattate le ricerche: mentre una pattuglia dava la caccia al ciclista, l’altra si è sistemata sotto casa ad attenderlo. Appena un’oretta dopo, il 48enne, convinto di averla scampata, è arrivato ed è incappato ancora una volta nelle manette.

Il suo tentativo di nascondere all’Arma la sua vera identità, storpiando volontariamente il suo cognome, era fallito. Trascorsa la notte in camera di sicurezza, ieri M.M. è stato sottoposto a processo per direttissima: il giudice, convalidato l’arresto, ha disposto nei suoi confronti l’impiego del braccialetto elettronico.